Roma, 23/01/2026
Roma, 23/01/2026

L’impresa del traghetto elettrico più grande al mondo (in fase di carica)

11Traghetto elettrico bianco e blu in fase di ricarica all’interno di un cantiere navale moderno, con cavi di alimentazione collegati e un tecnico sullo sfondo.

Il traghetto elettrico di Incat si prepara ai suoi primi viaggi, e intanto sta completando la ricarica del suo imponente sistema di batterie da 40 MWh

Generalmente, l’elettrico viene considerato ideale per le auto, ma non certo per i mezzi pesanti. O meglio, pesantissimi, come aerei o navi. In quest’ultimo caso non parliamo certo dei piccoli natanti che possono gestire l’alimentazione a batteria o comunque ibrida, come nelle barche da diporto, ma di navi merci o comunque di questa stazza. Per le quali si preferiscono fonti alternative ai combustibili fossili come ad esempio l’idrogeno.

Il mega traghetto elettrico di Incat ha iniziato la carica delle proprie batterie

Esiste però un’eccezione alla regola. Si tratta dell’imponente traghetto prodotto dal cantiere australiano Incat, di cui avevamo già parlato di recente. Ma sul gigantesco natante di 129,68 metri, che presenta al suo interno 250 tonnellate di batterie dalla capacità di 40 MWh, ci sono novità riguardo la propria messa in opera.

Il traghetto che ospita sino a 2.100 passeggeri a bordo e 225 veicoli è entrato infatti in una fase cruciale. L’obiettivo, va da sé, è ambizioso: dimostrare che un mezzo pesante di questo genere possa solcare i mari con un’alimentazione elettrica. L’Hull 096 nelle ultime settimane ha iniziato quindi ad effettuare la carica delle proprie batterie in Tasmania, come informa in un articolo pubblicato su IEEE Spectrum. E che svela che due sale batterie su quattro sono al momento ricaricate. Per intenderci, nelle quattro sale è stipata una capacità di 5.016 batterie agli ioni di litio.

Non è un’impresa da poco. Infatti 40 MWh corrispondono all’energia accumulabile da 500, se non 800 auto elettriche. Immaginabile quindi la difficoltà nell’evitare il surriscaldamento di un tale accumulo energetico. Per questo ogni modulo presenta delle ventole, e l’infrastruttura è concepita affinché ogni cella sia isolata rispetto alle altre. In questo modo, nel malaugurato caso di fughe termine, non si rischia la propagazione a catena tra le varie celle.

Dove viaggerà il traghetto di Incat, e quanto tempo ci vorrà per ricaricarlo

Il sistema di alimentazione fornisce l’energia di “otto idrogetti a flusso assiale azionati da motori elettrici a magneti permanenti”, prosegue IEEE Spectrum, che consentono al mega traghetto un’autonomia di 90 minuti. Tanto basterebbe per coprire le tratte dove la nave sarà di stanza, ovvero presso il Rio de la Plata: i collegamenti saranno tra i porti di Buenos Aires e quelli uruguaiani di Colonia del Sacramento. Due sponde che si fronteggiano, per una distanza di una sessantina di chilometri.

Ognuna sarà servita da una stazione di ricarica a corrente continua (in Uruguay la rete elettrica è rinnovabile ben oltre il 90%, quella argentina si basa sul gas naturale ma è presente anche il nucleare), che richiederà solo 40 minuti per una ricarica ottimale. Entro la fine del 2025 verranno effettuate le tratte di prova.

Tornando al discorso di partenza, se è vero che è notevole il fatto che una nave di tale portata sia alimentata totalmente da batterie, è anche vero che al momento le tratte non possono essere certo oceaniche. Resta comunque la portata di una impresa totalmente sostenibile, se consideriamo che la ricarica che sta avvenendo in Tasmania è frutto di una rete che dal 2020 è totalmente basata su fonti rinnovabili, permettendo quindi emissioni pari a zero.

I vantaggi di questa mobilità alternativa riguardano l’ovvio risparmio del carburante, ma anche minori costi di manutenzione e un ciclo di vita anche decennale delle batterie (se non ventennale).

Gli altri progetti dei traghetti elettrici nel mondo

Al momento l’elettrico è indirizzato quindi ai traghetti. Già nel 2023 in Svezia si è messo a punto un serviziocon questo tipo di imbarcazione, sempre per brevi tratte e in questo caso totalmente autonomo. Ma traghetti elettrici solcano le acque anche in Norvegia, tra le leader al mondo nella mobilità sostenibile. Inoltre dal primo aprile di quest’anno i natanti che circolano nella zona ZTL dei canali di Amsterdam sono solo elettrici (pur con qualche deroga).