Roma, 30/05/2024
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Batterie al litio: prezzi dei metalli in crescita

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Il prezzo della produzione di batterie è aumentato. Si tratta di un fenomeno dovuto alla crescita del prezzo dei metalli che le compongono, a sua volta causata da problemi nell’acquisizione delle materie prime e la corsa al loro acquisto

Se da un lato aumenta l’interesse mondiale nei veicoli elettrici, sempre più all’avanguardia, dall’altro canto il percorso sembra sempre più impervio.

Metalli nelle batterie: i prezzi oggi

Fino al 2021 il metallo più costoso presente nelle batterie era il cobalto. A fine anno scorso, però, la situazione è cambiata a causa della netta crescita del prezzo del litio. Questo metallo ha infatti raggiunto ad oggi le sue vette più alte, passando dai 6.500 dollari per tonnellata (circa 6345 euro) di inizio 2021 fino ai 78mila di oggi (circa 76mila euro).

Secondo il mercato di Shanghai, i prezzi attualmente inquadrano cinque metalli particolarmente costosi rispetto agli altri:

  • Carbonato di litio, ad oggi con un costo di circa 76mila euro a tonnellata, usato per il catodo delle batterie (l’elettrodo collegato al polo positivo) e il cui prezzo è cresciuto del 496%;
  • Cobalto, che costa 45 800 euro;
  • Nickel, anch’esso nei catodi, pagato 26mila euro a tonnellata;
  • Rame, usato nei collettori di corrente, al costo di quasi 9mila euro;
  • Manganese, pagato 2170 euro.

Ad eccezione del rame, tutti i metalli più costosi per la produzione delle batterie vengono usati per il catodo, che è uno dei segmenti più importanti. In sostanza, questo rende il catodo la componente più costosa delle batterie, costituendone il 51% del prezzo di produzione totale.

Le ragioni della crescita del prezzo

Tra le motivazioni per l’aumento esponenziale dei prezzi dei metalli utilizzati per le batterie c’è il forte caldo di quest’anno in Cina, dove alcune fabbriche di litio sono state fermate per assenza di energia elettrica. La secca causata dalle alte temperature ha infatti fermato la generazione di energia idroelettrica.

C’è da dire inoltre che i produttori non sono in grado di rispondere nell’immediato alla crescente domanda, in quanto la produzione di litio è piuttosto lenta: si parla di tempistiche di attesa tra i 3 e i 5 anni prima di arrivare alla fornitura di nuovo metallo.  

Per quanto riguarda il cobalto, invece, questo metallo costa di più perché molto concentrato in determinate aree geografiche. Nello specifico, il 70% al mondo si trova solo nella Repubblica Democratica del Congo, dove il lavoro dei minatori è associato a grosse violazioni dei diritti umani e lavoro minorile.

Gli effetti dell’aumento del costo dei metalli

L’aumento del costo di metalli e, dunque, delle batterie, sta comportando delle preoccupazioni non di poco conto tra i produttori di veicoli elettrici. Le batterie al litio, infatti, sono al cuore dei piani di parificazione del prezzo di mezzi elettrici e a carburante, che molti prevedevano a breve.

Se nell’ultimo decennio si era vista una diminuzione del prezzo delle batterie, oggi questo è risalito (seppur di poco – da 129 euro per kWh nel 2021 a quasi 132 nel 2022), mentre per raggiungere un costo che supporti la transizione ecologica dovrebbe invece scendere a $100 per kWh, ovvero a poco più di 96 euro a kWh

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