Roma, 01/03/2024
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Velieri sostenibili e all’avanguardia: il piano di Airbus e Louis Dreyfus

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Tra i settori più inquinanti del mondo dei trasporti, quello marittimo ha bisogno di una rivoluzione. Così come ipotizzato anche da altri, Airbus pensa all’eolico: ha ordinato per questo tre velieri sostenibili

Un modo antico per viaggiare, ma che può trasformarsi in un metodo ecologico e intelligente per rivoluzionare il trasporto via mare. Secondo i progetti di Airbus e della compagnia marittima Louis Dreyfus Armateurs, il futuro della tecnologia sono i velieri sostenibili. Tant’è che nei loro piani c’è la costruzione di tre navi con enormi vele ipertecnologiche.

Airbus si rinnova

Tre imbarcazioni moderne e spinte dal vento che hanno una tecnologia roll-on/roll-off, ovvero per il trasporto di merci su ruote. Sono quelle che Louis Dreyfus Armateurs (LDA) dovrà realizzare per Airbus, che pianifica di trasformare la propria intera flotta di navi che viaggiano sull’Atlantico. L’impiego dei velieri, secondo i calcoli, ridurrà le sue emissioni di CO2 transatlantiche da 68mila a 33mila tonnellate entro il 2030.

Le imbarcazioni trasporteranno i pezzi di aerei da Saint-Nazaire, in Francia, fino alla fabbrica in cui vengono ultimati a Mobile, Alabama. Col tempo tutti i mezzi che effettuano questo percorso saranno rinnovati per rispecchiare i nuovi standard di sostenibilità dell’azienda. Le nuove navi saranno alimentate da una combinazione di sei rotori Flettner, ovvero dei grandi cilindri rotanti che generano portanza grazie al vento, spingendo la nave in avanti, e due motori a doppia alimentazione a gasolio marittimo ed e-metanolo (di cui avevamo già parlato). Per massimizzare la propulsione eolica ed evitare le correnti avverse, inoltre, saranno dotate di un software in grado di ottimizzare la rotta intrapresa.

Navi per trasportare (pezzi di) aerei

Queste imbarcazioni, come già detto, servono ad Airbus per trasportare parti di aerei in assemblaggio. Un processo che nei prossimi anni sarà potenziato proprio grazie ai velieri di cui parliamo. Entro il 2026, l’azienda francese vuole aumentare il tasso di produzione della famiglia di A320 a 75 aeromobili al mese.

Su ogni transatlantico a energia eolica sarà possibile trasportare all’incirca 70 container da 12 metri ciascuno e 6 set di assemblaggio di aeromobili a corridoio singolo (ali, fusoliera, piloni dei motori, piani di coda orizzontali e verticali). Le attuali navi da carico hanno spazio soltanto per tre o quattro.

Lo stato dell’arte nel settore

Non si tratta del primo caso in cui si è sentito parlare di velieri sostenibili e all’avanguardia. È un’idea che gira nel settore già da un po’, e Hurtigruten aveva persino progettato un’imbarcazione a mix solare-eolico, la Sea Zero. Quest’estate Cargill ha fatto partire una nave sulla quale sono state installate delle vele speciali per studiare come lo sfruttamento dell’energia eolica possa ridurre le emissioni e l’utilizzo di energia nel settore navale.

Video di presentazione del progetto di Cargill

Le spedizioni sono responsabili di un’industria marittima che produce circa il 3% dell’inquinamento atmosferico causato dall’uomo. Lo riportano i dati della Commissione Europea. Secondo i piani, le imbarcazioni ordinare da Airbus dovranno entrare in servizio entro il 2026. L’impresa francese si è posta l’obiettivo di ridurre le proprie emissioni fino al 63% entro la fine del decennio. E sia Airbus che LDA sembrano essere coscienti dell’ambizione dei propri piani. “Il rinnovo della nostra flotta navale – ha affermato Nicolas Chrétien, Responsabile Sostenibilità e Ambiente di Airbusrappresenta un importante passo avanti nella riduzione del nostro impatto ambientale”. Per Edouard Louis-Dreyfus, presidente di Louis Dreyfus Armateurs, “questo nuovo progetto, che fissa obiettivi elevati, riflette la nostra ambizione in materia di decarbonizzazione dell’industria navale”.

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