Roma, 25/06/2024
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Eviation Alice, primo aereo elettrico ad aver volato, sottoposto a revisione: ecco perché

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Vanno avanti i progetti per realizzare un aereo elettrico capace di coprire tratte di linea e commerciali. Dopo il primo volo nel 2022, Eviation Alice è stato sottoposto quest’anno ad una revisione. A che punto siamo e quando entrerà in servizio

La ricerca per realizzare ciò che sembra inosabile, ovvero aerei elettrici magari di linea, sta andando avanti tra passi avanti e qualche battuta d’arresto. Ma aziende, compagnie, start-up, non gettano la spugna. E provano a rendere possibile un’alternativa per gli aeromobili che non si basi ovviamente sui carburanti fossili, ma neanche sui Sustainable Aviation Fuels, come ad esempio fonti di sintesi come l’idrogeno.

Verso l’aereo elettrico, tra passi avanti e qualche inciampo

Sono stati diversi i progetti che abbiamo visto in questi anni. Il maggiore ostacolo è rappresentato dalle batterie, con gli attuali modelli agli ioni di litio che certo non possono consentire ad un aereo di linea l’autonomia necessaria. Ma anche su questo fronte si lavora per realizzare accumulatori efficienti e dall’alta densità energetica, e che garantiscano quindi una percorrenza di volo più lunga. È il caso della batteria allo studio della start-up californiana Cuberg, che al suo interno presenta un anodo di litio metallico ed un elettrolita liquido di produzione propria. Peccato però che l’azienda che la controlla, Nothvolt, ad inizio di quest’anno, abbia licenziato i vertici della sua sussidiaria – tra cui il fondatore ed amministratore delegato Richard Wang – per via di un mercato dell’aviazione elettrica ancora fermo al palo. E senza economie di scala è difficile implementare le proprie tecnologie.

Eviation Alice, il primo aereo elettrico da 9 passeggeri ad aver volato

Eppure nel 2022 c’è stato un aereo di linea totalmente elettrico che ha effettuato un volo di prova. Si tratta dell’Alice di Eviation Aircraft, che ha segnato una pietra miliare nella storia dell’aviazione. Parliamo di un velivolo da 9 passeggeri (più 2 membri dell’equipaggio), i cui primi progetti risalgono al 2018. Ovvero dei prototipi in scala, fatti volare per certificarne l’aerodinamica.

La start-up israeliana fondata nel 2015 ha poi sviluppato nel corso degli anni un aereo realizzato al 95% da materiali compositi leggeri per una maggiore sostenibilità ed efficienza. L’Alice presenta una lunghezza di 17,4 m, un’apertura alare di 19,2 m e un’altezza di 3,84 m: e già il fatto che abbia potuto coprire una tratta lo scorso 27 settembre 2022, alimentato solo da batterie, è qualcosa di notevole.

Le caratteristiche tecniche dell’Alice

Per essere precisi, l’aereo è spinto da due motori elettrici Magni650 da 850 CV (630 kW), alimentati da batterie la cui densità al momento si attesterebbe a 260 Wh/kg. Batterie testate per oltre 1.000 cicli, vale a dire 3.000 ore di volo. E che potrebbero garantire dei risparmi notevoli. Si stima infatti che un volo a 440 km/h e con l’Alice pieno costerebbe circa 200 dollari l’ora, anziché una forbice tra i 600 e 1.000 dollari orari per aerei simili alimentati con carburanti fossili.

La riprogettazione dell’Alice nel 2024

Nel 2024 l’Alice è stato riprogettato, dopo due anni senza effettuare altri voli di prova. A marzo sono stati completati i test del prototipo nella galleria del vento del Kirsten Wind Tunnel dell’Università di Washington a Seattle. Un altro passo fondamentale verso la certificazione di volo, quindi. A seguire la citata riprogettazione, sempre in ottica commerciabilità del mezzo.

La revisione (Conceptual Design Review) ha mantenuto l’aspetto del velivolo, ottimizzandone però le prestazioni e la configurazione. Il processo è avvenuto con il supporto di TLG Aerospace e si è basato sul primo e unico volo del 2022. I dati raccolti sono stati preziosi così come quelli ottenuti in galleria del vento, e hanno prodotto diverse novità progettuali.

Come la riduzione del numero delle parti di Alice, diminuendone i costi di produzione (e aprendo la possibilità di creare future varianti). Oppure segmenti strutturali che possano garantire il riassemblaggio con le normali attrezzature per i servizi di riparazione e manutenzione. O ancora, una revisione del sistema di accumulo di energia sopra l’ala, e che consentirà una migliore semplificazione in ottica certificazione. E infine il ripensamento dello spazio in cabina e l’introduzione di un vano portaoggetti per bagagli a mano.

Da Eviation parlano di ordini “per un totale di oltre 5 miliardi di dollari”. Si prevede che l’entrata in servizio avverrà nel 2027.

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