Roma, 30/05/2024
Roma, 30/05/2024

Freewire sbarca in Italia: le stazioni di ricarica veloce

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Arriverà presto anche in Italia Freewire con le sue stazioni di ricarica veloce, che promettono praticità nell’installazione ed ottime prestazioni in termini di ricarica

Freewire prosegue la propria espansione in Europa dove presto toccherà anche l’Italia, e potrebbe essere un ulteriore passo in avanti per evitare che il nostro Paese non si condanni (per spinte ideologiche) all’isolamento quando si parla di mobilità elettrica.

L’innovazione di Freewire con i suoi Boost Charger

Infatti l’azienda californiana – pronta a quanto pare ad aprire una filiale europea nel Regno Unito – è specializzata nella produzione di stazioni di ricarica ultraveloce per veicoli EV, quasi senza ausilio di cavi (da qui il nome della società). Ogni infrastruttura è dotata di un pacco batterie agli ioni di litio sino ad un massimo di 160 kW, e l’installazione di queste stazioni avviene in maniera decisamente più semplice, pratica e meno onerosa dal punto di vista economico e delle autorizzazioni burocratiche rispetto alla attuali stazioni e colonnine di ricarica.

Sino a 200 kW erogati

L’azienda statunitense fa vanto di questa portabilità (Freewire)

I Boost Charger di Freewire possono essere invece montati praticamente ovunque, a prescindere dalla presenza o meno di una rete ad alta potenza: il sistema infatti è collegato ad una rete a bassa tensione, cosa che contribuisce alla praticità delle colonnine, che per essere installate richiedono solo pochi giorni. I Boost Charger pronti all’uso possono erogare una potenza che può arrivare sino a 200 kW consentendo al veicolo una autonomia di 320 km, mentre la stazione richiede a sua volta per essere ricaricata solo 1/8 dell’energia in ingresso che una controparte tradizionale sfrutta; senza dimenticare infine che con accorgimenti come l’installazione di pannelli solari la stessa batteria si ricarica durante tutto il giorno, con un notevole risparmio di energia.

In Italia intanto nuovo record nell’espansione delle colonnine elettriche

Freewire negli Stati Uniti è riuscita a rientrare nei criteri del programma NEVI (New Electric Vehicle Infrastructure) messo a punto dall’amministrazione Biden, e nell’ultimo anno l’organico dell’azienda è aumentato del 70%. I Boost Charger arriveranno anche nel Regno Unito, in Irlanda, nel Benelux e in Spagna.

Ora, entro la fine di quest’anno, il turno dell’Italia, dove secondo i dati di Motus-E nel primo trimestre del 2023 sono stati installati 4.401 nuovi punti pubblici di ricarica, portando così il totale nazionale a 41.173 e segnando un trend nella transizione elettrica con una crescita inarrestabile, almeno dal punto di vista infrastrutturale.

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