Roma, 22/05/2024
Roma, 22/05/2024

Next Mobility Exhibition: innovazione e ricerca tra imprese estere e nuove aziende italiane

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All’evento “Next Mobility Exhibition” prodotti innovativi e tecnologicamente avanzati, realizzati spesso all’estero con rappresentanza commerciale in Italia. Ma grande orgoglio nello scoprire centri di Ricerca e Sviluppo impiantati qui da noi, con cui aprire un dialogo e da offrire come esempio per i miei studenti.

Eccetto la sveglia alle 4 e mezza di mattina per prendere l’aereo da Napoli a Malpensa, è stato bello, nella sua rassicurante “normalità”, rimettersi in viaggio verso una fiera campionaria.

Come è noto, Next Mobility Exhibition (NME) è un evento biennale dedicato al trasporto collettivo delle persone, in particolare “l’unico marketplace dedicato al settore del trasporto collettivo con autobus”, un settore come tutti destinato a subire profonde trasformazioni nei prossimi anni a causa delle transizioni energetica e digitale.

I temi centrali sono stati ovviamente la mobilità“smart”, integrata e sostenibile, i possibili stravolgimenti, confidiamo nei miglioramenti, del trasporto locale e del trasporto commerciale con autobus – quest’ultimo un settore fondamentale della nostra economia, sia dal punto di vista della connessione logistica del paese che dal punto di vista del peso economico, con un fatturato di 2,5 mld. di euro, 30.000 addetti e 25.000 autobus.

E infatti il colpo d’occhio, nei padiglioni della fiera dedicati a Next Mobility Exhibition, era dato da un gran numero di autobus, piccoli, medi e grandi, tutti scintillanti di nuovo e con varie luci di bordo ed esterne, pronti per essere visitati ed esaminati, all’interno e all’esterno. Erano presenti sia i produttori dei veicoli sia molte linee commerciali, lì mobilitate per mostrare nuove tratte o anche i nuovi acquisti, più capienti o comodi.

Come professore di controlli automatici mi sono interessato nel corso degli anni di sistemi automotive di controllo motore e di controllo di dinamica veicolo, e poi della digitalizzazione di sistemi energetici.  Più di recente ho trattato i temi della pianificazione di percorso nella mobilità e della introduzione dell’idrogeno, con attenzione agli aspetti di ottimizzazione dei flussi energetici in presenza di svariate sorgenti e svariati consumatori. Un esempio sempre illuminante, che illustra il problema, è quello dei veicoli ibridi dove il display di bordo mostra la complessità e varietà dei flussi e delle conversioni tra le forme di energia a disposizione.

In una Fiera come questa mi sono guardato rapidamente intorno alla ricerca di aziende che sviluppassero prodotti interessanti dal mio punto di vista, possibilmente in Italia, perché il mio obbiettivo è aprire collaborazioni con l’Università del Sannio, dove lavoro. È un po’ deludente, sempre dal mio particolare punto di vista, scoprire che un certo prodotto innovativo, tecnologicamente avanzato, è realizzato spesso all’estero e che semmai l’azienda in questione in Italia ha solo un ufficio commerciale. E invece mi dà orgoglio, e speranza, scoprire i centri di Ricerca e Sviluppo impiantati qui da noi, con cui è più facile aprire un dialogo di mutua conoscenza e che comunque servono da esempio per i miei studenti. Ho perciò scattato un po’ di fotografie di molti stand che raccontano (anche) le nostre eccellenze e che commenterò in aula nella prossima lezione.  Qui di seguito una selezione:

Le eccellenze italiane

Bellissimo direi il caso di Roboze e Nesteck. Mi ha attirato lo stand con una grande stampante 3D in funzione e alcuni pezzi realizzati in fibra di carbonio o altro materiale che erano in esposizione sui tavoli.  Nesteck, mi ha spiegato Milena Lorusso che la dirige, oltre che nello sviluppo di piattaforme di gestione di magazzini, lavora nella ricambistica automotive e railway, producendo parti e attrezzaggi mediante la stampa additiva di Roboze, azienda creata dal giovane e intraprendente fratello Alessio che, partendo da Bari, ora apre una sede a Houston per vendere le proprie macchine nel settore aerospaziale.  

Milena Lorusso con la stampante 3D di Roboze

Ho poi scoperto la SitrapSistemi Trasporto Persone che, come mi ha spiegato l’amministratore Massimiliano Disabato, sviluppa a Senigallia una piattaforma di gestione di reti di trasporto, dalla pianificazione delle loro rotte alla bigliettazione. Bene!

Ad un tratto, dietro un angolo, ho visto dondolarsi elegantemente Yape, il robottino autonomo su due ruote per la logistica urbana prodotto dall’omonima azienda milanese. Nello stand ho (ri)trovato Enrico Silani, dottore di ricerca del bravissimo collega del Politecnico Sergio Savaresi, che ho contribuito ad addottorare come membro della commissione d‘esame finale alcuni anni or sono. Enrico è ora DG dell’azienda e “Chief of Entrepreneur” presso e-Novia, il gruppo industriale deep-tech che continua a lanciare prodotti innovativi e impensati, proprio nel campo della mobilità sostenibile.

KEB è un’azienda tedesca che produce sistemi per gli azionamenti, controlli, motori, trasmissioni.  Francesco Meroni, e-mobility business development manager, mi spiega però che anche nella sede di Settimo Milanese si sviluppano prodotti e applicazioni. Interessanti, ad esempio, le realizzazioni nel campo delle macchine agricole dove, sfruttando la conversione di energia meccanica in elettrica, si aumenta di molto i gradi di libertà di progetto e di funzionamento degli “implements”. Ho speso un po’ di tempo in Next Mobility Exhibition intorno all’idrogeno, perché mi sto interessando del controllo di sistemi di produzione di idrogeno verde asserviti a centrali eoliche, con elettrolizzatori e celle a combustibile nell’ambito di un progetto europeo detto HAEOLUS.

Qualcosa di simile verrà realizzato in Italia nella Italian hydrogen valley di H2iseO in corso di realizzazione in Valcamonica. Il progetto, curato da FNM, FerrovieNord e Trenord e presentato in uno stand dedicato, prevede l’introduzione di 14 treni alimentati a idrogeno sulla linea ferroviaria non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo e di 40 autobus alimentati a idrogeno a servizio nella valle. L’idrogeno verrà dapprima prodotto con “reforming” a partire da biometano e successivamente anche da fonti rinnovabili. Sappiamo che molto di queste iniziative stanno nascendo nel nostro paese ed è encomiabile lo sforzo di marketing di H2iseO.  Da imitare.

Il bus a idrogeno della Rampini, tutto italiano

Ho poi raggiunto Giampaolo Sibilia, conosciuto un paio d’anni fa come docente della Summer school Control and optimization of renewable and hydrogen energy systems che ho organizzato presso la mia università.  Giampaolo è Director of EU Operations di Nuvera, azienda produttrice di sistemi con pile a combustibile, americana ma con R&S anche a Milano, che ha presentato a NME le sue nuove macchine da 45 e 60 kW.

In conclusione, la visita a NME è stata soddisfacente ma auspico che nelle prossime edizioni possa ospitare un maggior numero di imprese tecnologiche, dando enfasi ai loro collegamenti col sistema della ricerca e dell’innovazione del nostro paese.

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