Roma, 30/05/2024
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Intelligenza Artificiale ed Aviazione: pubblicata la nuova roadmap dell’EASA

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L’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) ha diramato l’AI Roadmap, aggiornamento delle linee guida per l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel settore dell’aviazione. Le opportunità ma anche i nodi ancora da sciogliere

È stato pubblicato recentemente l’aggiornamento della Roadmap stilata dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) riguardo l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel settore dell’aviazione.

Gli obiettivi dell’AI Roadmap 2.0

L’AI Roadmap 2.0 segue la versione 1.0 divulgata nel febbraio 2020, con il contributo non solo dell’industria aeronautica, ma anche del mondo della ricerca ed accademico. L’obiettivo del documento è quello di mirare a fornire un quadro completo per favorire una integrazione sicura ed affidabile dell’intelligenza artificiale nel settore del volo. Ciò “con particolare attenzione alla sicurezza, alla protezione, alla garanzia dell’IA, ai fattori umani e alle considerazioni etiche”.

Infatti, come si legge nella premessa, “in qualità di EASA ci impegniamo a garantire che il settore tragga vantaggio dal potenziale dell’intelligenza artificiale pur mantenendo i più elevati standard di sicurezza, e protezione ambientale”. Per arrivare a ciò, l’Agenzia ha condotto un lavoro triennale con tutte le parti interessate nel settore dell’aviazione. Inoltre, i primi due documenti sull’IA hanno aperto la strada “all’approvazione e all’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale legati alla sicurezza per il supporto degli utenti finali (piloti e così via) e sono già applicati nei progetti di certificazione”.

Un documento “che sarà regolarmente emendato”

Restano ancora delle incognite, viene spiegato. Ad esempio, nel far sì che si possa creare un clima di fiducia da parte del pubblico quando si parla di IA nell’aviazione. Per non parlare delle citate questioni etiche (trasparenza, equità, non discriminazione eccetera) nei processi di controllo, o i processi da sviluppare “per sbloccare il potenziale dell’IA per migliorare ulteriormente l’attuale livello di sicurezza del trasporto aereo”.

Un documento, l’AI Roadmap 2.0, “vivo, che sarà regolarmente emendato, ampliato, approfondito, migliorato attraverso discussioni e scambi di opinioni”.

I progetti UE per l’intelligenza artificiale e l’EU AI Act

Fatta questa premessa, il documento espone la strategia portata avanti dall’UE in termini di intelligenza artificiale. Con i programmi Horizon Europe e Digital Europe la Commissione punta ad investire ben 1 miliardo all’anno in IA, ma non solo. Saranno infatti mobilitati ulteriori investimenti da parte degli Stati membri e dai privati per raggiungere un volume pari a 20 miliardi di euro nel prossimo decennio. Fondi che sosterranno settori come “la ricerca, la salute, i trasporti e lo spazio dei dati comuni, che sono il carburante dell’IA”. Più i 2,16 miliardi di euro all’anno che sono stati già stanziati nell’alveo Horizon Europe, “che ha aperto la strada alle imprese comuni SESAR3 e Clean Aviation JU”.

Si cita poi l’AI Act emanato nel 2021 dall’UE e in attesa di approvazione dal Parlamento europeo, ovvero la prima legislazione al mondo creata proprio per cercare di regolamentare l’intelligenza artificiale, che ha fatto il paio con la comunicazione Promuovere un approccio europeo all’intelligenza artificiale e con la revisione del Piano coordinato sull’intelligenza artificiale.

Questa proposta di regolamento “distingue i sistemi di AI in tre categorie in base al livello di rischio che presentano: rischio inaccettabile, rischio elevato e rischio basso o minimo”. Di conseguenza le disposizioni chiave dell’AI Act includono “la valutazione dei rischi connessi ai sistemi di intelligenza artificiale ed il divieto di pratiche di IA considerate inaccettabili e contrarie ai valori dell’UE come i sistemi di intelligenza artificiale che manipolano il comportamento umano, sfruttano vulnerabilità di gruppi specifici o utilizzano tecniche subliminali”. Ed ancora disposizioni su trasparenza e tracciabilità, sulla governance dei dati e sulla necessità di una supervisione umana.

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nell’aviazione

Si passa poi agli impatti dell’IA nel settore dell’aviazione. In particolare, parliamo degli usi dell’IA nel supporto per il rilevamento del traffico aereo, nelle funzioni di assistenza al pilota e all’equipaggio nelle operazioni di routine o nella progettazione degli aeromobili stessi. Inoltre l’IA può prevenire situazioni critiche e in tutti i processi di calcolo ed analisi. E ancora calibrazione dei sensori, valutazione della quantità di carburante del serbatoio, individuazione della presenza di ghiaccio ed elaborazione dei modelli più complessi.

Tra i possibili compiti dell’IA nel settore aeronautico, vengono citati anche la gestione del traffico di volo, la riduzione delle emissioni nocive ed anche la cybersecurity.

La questione del volo autonomo

Poi c’è il volo autonomo, anche se nel documento si sottolinea come “l’attuale tecnologia disponibile non corrisponde a quella prevista in termini di adattabilità, razionalità e gestione dell’incertezza che i prodotti dell’aviazione dovrebbero soddisfare”. Saranno quindi necessari “modelli di intelligenza artificiale molto potenti per elaborare e utilizzare l’enorme quantità di dati generati dai sensori incorporati e dalle comunicazioni macchina-macchina per supportare voli senza intervento umano”.

Le prossime mosse dell’EASA

Infine, il documento dell’EASA cita le principali sfide da affrontare nell’implementare questa tecnologia nel mondo aereonautico, in primis l’affidabilità. Dal canto suo, l’Agenzia si propone di perseguire una serie di obiettivi nella sua roadmap. Anzitutto, “sviluppare un contesto di affidabilità dell’IA incentrato sull’uomo”. E successivamente, “rendere l’EASA un’autorità di controllo leader per l’IA”. Infine vuole sostenere la leadership dell’industria aeronautica europea nell’IA, contribuendo a un’efficiente agenda europea di ricerca sull’IA ed alle strategie e alle iniziative dell’UE in materia di IA.

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