Roma, 22/05/2024
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Toyota ci ripensa: l’elettrico diventa una priorità

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Toyota punta ancora alla diversificazione per la neutralità delle emissioni dei suoi veicoli ma, complice anche il cambio della guardia al vertice, la casa automobilistica intende aprire di più all’elettrico e recuperare il terreno perso rispetto alla concorrenza

Qualche anno fa l’allora presidente di Toyota, all’epoca Akio Toyoda, tuonò contro l’elettrico, sentenziando che il marchio automobilistico giapponese avrebbe puntato essenzialmente più sull’ibrido, o perlomeno battendo diverse strade in termini di alimentazione (lo stesso capo di Toyota si era molto speso per l’idrogeno) nel loro contributo alla mobilità sostenibile. Ma quest’anno c’è stato un cambio della guardia al vertice della casa, con Toyoda che dopo 13 anni ha lasciato la tolda di comando al nuovo presidente Koji Sato. E già lo spartito ha iniziato a suonare in modo diverso.

Toyota vuole recuperare terreno sull’elettrico

C’è infatti una maggior enfasi sullo sviluppo di auto elettriche, comunque già in fieri con Toyoda. Ma il marchio punta ora a ritagliarsi un ruolo preminente nel settore, con l’obiettivo entro il 2026 di vendere 1,5 milioni di EV e far figurare nella propria gamma 10 modelli di auto elettriche.

Insomma, con la guida Sato – già presidente della vincente divisione motorsport Toyota Gazoo Racing ed anche di Lexus – si vuole dare ancor di più impulso all’elettrificazione, con uno scatto di reni che consenta al costruttore di poter recuperare terreno rispetto alla concorrenza statunitense ed europea che sta correndo sul versante dell’elettrico. Solo 16.000 auto Toyota di tipo EV, infatti, sono state immatricolate nel 2022, a fronte dei 9,5 milioni di vetture su scala globale: e parliamo di un marchio primo al mondo in termini di vendite.

Verso una piattaforma elettrica realizzata da Toyota per i propri modelli?

E non a caso si parla anche di allargare l’offerta a servizi di ricarica o condivisione delle auto, e persino di una piattaforma basata esclusivamente sull’elettrico per avere la massima autonomia ed indipendenza nel campo EV, come riporta la testata giapponese Asahi Shimbum (e si parla anche di una possibile data per la potenziale BEV frutto della piattaforma, ovvero un lancio tra il 2027 ed il 2028).

Come abbiamo detto, prima del cambio della guardia al vertice di Toyota qualche passo era stato fatto, come la gamma bZ aperta dal crossover bZ4X, a cui seguirà la berlina bZ3, frutto della collaborazione con la cinese BYD, vettura diretta concorrente della Tesla Model 3 e che dovrebbe costare 30.000 euro.

Nel 2025 inoltre si punterebbe ad un Suv elettrico prodotto internamente, e per il mercato asiatico Toyota vorrebbe proporre inoltre EV compatte e pick-up. L’impatto poi dell’Inflation Reduction Act negli Stati Uniti, che offre generosi sconti fiscali ed agevolazioni a chi produce negli USA, ha fatto sì che nell’impianto del marchio nipponico in Kentucky verranno prodotte esclusivamente auto elettriche dal 2025, come ha confermato lo stesso Sato.

In buona sostanza, il piano del costruttore di arrivare alla neutralità carbonica seguendo diverse vie resta ancora valido sulla carta, ma nella pratica l’era Sato sta accelerando sul pragmatismo dell’elettrico.

Immagine di copertina: il concept del SUV Toyota bZ Compact (Toyota)

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