Roma, 21/02/2024
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Toyota: circolano altri dettagli sulle batterie a stato solido delle sue nuove auto elettriche

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Nei prossimi anni Toyota si lancerà con maggiore decisione nel mercato delle auto elettriche. E questo avverrà sviluppando anche delle innovative batterie a stato solido che promettono un’autonomia superiore al migliaio di chilometri

Negli ultimi tempi Toyota ha rivisto la sua politica in merito alle auto elettriche. Nella transizione tra il precedente presidente di Toyota Motor Corp Akio Toyoda, che giusto pochi anni fa tuonava contro questa tecnologia magnificando invece l’ibrido e l’idrogeno, al nuovo capo Koji Sato, il colosso automobilistico ha compreso che il futuro della mobilità stava andando in ben altra direzione. Ecco quindi che la multinazionale, che comunque stava già portando avanti qualche timido progetto nel campo delle EV, ha stabilito l’obiettivo di vendere 1,5 milioni di auto elettriche entro il 2026 e di far entrare nel suo catalogo una decina di vetture di questo genere.

Toyota punta sulle batterie a stato solido

In questo piano ambizioso rientrano anche le tecnologie della filiera, tra cui le batterie. Toyota ha già perso un bel po’ di terreno, in particolare rispetto alla concorrenza cinese nel settore dell’elettrico, perciò per recuperare il divario occorre anche dettare legge nel mercato definendo tecnologie che possano diventare una pietra angolare.

Parlavamo delle batterie, ed ecco quindi che il marchio giapponese sta puntando in particolare su quelle a stato solido. Considerate una delle innovazioni più cruciali viste le caratteristiche di maggiore efficienza, densità energetica (ovvero più energia in spazi anche più piccoli) e sicurezza rispetto alle varianti tradizionali agli ioni di litio con elettrolita liquido, questo tipo di celle nella versione Toyota promettono prestazioni eccezionali.

Cosa potranno fare le batterie a stato solido di Toyota e quando verranno lanciate

Si parla infatti, come vi avevamo già riportato, di un’autonomia superiore al migliaio di chilometri, per la precisione sino a 1.500 km con un tempo di ricarica pari a 10 minuti. Non solo, Toyota intende mettere in commercio le sue prime auto elettriche con questo tipo di batterie tra il 2027 e il 2028, anticipando marchi concorrenti(come Volvo o BMW, che punteranno solo alle EV e BEV dal 2030, o Hyundai e General Motors che hanno fissato questo punto di partenza al 2035).

Toyota è al lavoro per rendere sostenibili i costi delle batterie allo stato solido e rendere agevoli i processi produttivi di massa che cominceranno nei prossimi anni. Nel frattempo, pare che la casa giapponese abbia risolto un altro neo di queste batterie, ovvero i cicli di ricarica solitamente inferiori alle controparti agli ioni di litio. Non sono stati svelati ulteriori dettagli in merito, comunque.

Si sa comunque che la prima generazione di auto Toyota con batterie allo stato solido avrà un’autonomia di quasi 1.200 km, con tempi di ricarica rapidi di 10 minuti grazie alle caratteristiche della batteria (che ricordiamo è formata da anodo e catodo presenti al suo interno, come quelle agli ioni di litio, ma con un elettrolita solido e non liquido, che può essere realizzato in polimeri speciali o di tipo ceramico).

La concorrenza nel settore delle batterie a stato solido

Nel frattempo il marchio giapponese deve guardarsi alle spalle. Diverse aziende, infatti, non sono rimaste con le mani in mano in questi anni e hanno sviluppato le proprie batterie allo stato solido, come QuantumScape, che sta facendo importanti progressi e ha stretto degli accordi con Volkswagen, oppure Stellantis con Factorial o ancora ProLogium, a sua volta in partnership con Mercedes-Benz.

Tutte però devono affrontare un imprevisto. Come riporta DigitalTrends, le batterie a stato solido richiedono molto più litio rispetto a quelle che si usano attualmente, pare sino ad un massimo di dieci volte di più rispetto agli accumulatori di ultima generazione. Parliamo quindi di una risorsa che richiede una gestione oculata, studiando magari nuove soluzioni, per evitare che si presentino dei problemi nella catena di approvvigionamento.

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