Roma, 28/05/2023
Roma, 28/05/2023

Iniziano a diventare operativi in Europa i corridoi transfrontalieri 5G

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Entrano nella fase operativa i progetti per realizzare i corridoi transfrontalieri 5G, che assicureranno infrastrutture, su ferro e su gomma, tra i Paesi dell’UE sempre connesse e ad alta velocità, oltre a garantire una serie di vantaggi in termini di traffico, sostenibilità e sicurezza

Un progetto molto importante nella transizione tecnologica ed ecologica su cui punta l’UE riguarda i corridoi 5G, ovvero delle infrastrutture – specifichiamo, tratti sia ferroviari che stradali – che presentano lungo il loro percorso una copertura 5G senza interruzioni, pure oltre confine. Una realtà che potrebbe incentivare lo sviluppo tecnologico delle auto connesse e della guida autonoma, ciò che riguarda insomma la Connected and Automated Mobility (CAM), e al tempo stesso migliorare il livello di sicurezza nelle reti di trasporto europee, ottimizzando il traffico, aprendo nuove opportunità di lavoro nel settore della mobilità e delle telecomunicazioni e, non ultimo, abbattendo la produzione di CO2 emessa.

Il percorso dei progetti dei corridoi 5G

Ebbene, questi corridoi transfrontalieri ora fanno un passo avanti importante entrando nella fase operativa, come ha spiegato il Direttore Generale della DG CONNECT della Commissione UE, Roberto Viola. Tutto è partito dai progetti pilota lanciati dalla Commissione con il sostegno dal punto di vista finanziario rientrante nel programma Horizon 2020, coinvolgendo anche i privati. Successivamente, i corridoi sono rientrati nel Connecting Europe Facility per il sostegno ad investitori sia pubblici che privati nel realizzare infrastrutture digitali. Questo ha permesso al progetto di giovare di un finanziamento da parte dell’Unione Europea per il primo triennio pari a circa 350 milioni di euro: 42 milioni sono stati utilizzati per 15 progetti, in modo che i corridoi 5G possano nascere in tempi stretti.

I progetti subito operativi nell’UE

All’interno di questi 15 progetti, sette di essi faranno in modo che i corridoi 5G possano subito implementarsi. Si tratta dei 7 progetti seguenti:

  • 5G SEAGUL, ovvero il 5G Seamless Roaming che coprirà il corridoio transfrontaliero Grecia-Bulgaria;
  • 5G NETC, il corridoio di trasporto 5G del Nord Europa;
  • IBERIANL5G, quello iberico tra Portogallo e Spagna riguardante in particolare i servizi ferroviari;
  • MEDCOR5G, quello mediterraneo tra Francia e Spagna, anch’esso dotato di rete 5G e V2X (Vehicle-To-Everything), ovvero la comunicazione tra l’auto e tutto ciò che può influire sul suo comportamento, dalle infrastrutture agli altri mezzi;
  • 5G DeLux, tra Germania e Lussemburgo;
  • NATCOR5G, ovvero il North Atlantic Corridor 5G e V2X tra Francia e Spagna;
  • l’EVOCAM5G tra Portogallo e Spagna.

Altri otto progetti riguarderanno studi per opportunità su larga scala, mentre lo scorso 21 marzo si è chiuso un secondo bando 5G Corridors, che ha incluso a sua volta “un bando per un progetto per integrare l’infrastruttura di connettività 5G con i nodi perimetrali (macchine fisiche o virtuali ai margini di una rete che fungono da ponti tra le reti) e le strutture cloud federate, che ci aiuteranno a soddisfare i requisiti per Connected e Mobilità automatizzata”, ha spiegato Viola.

“Una copertura 5G ininterrotta lungo i corridoi transfrontalieri”

Secondo il Direttore Generale della DG CONNECT sono inoltre emersi nuovi modelli di cooperazione innovativi: “Ad esempio, le aziende che possiedono e gestiscono torri mobili stanno assumendo un ruolo guida nell’Europa meridionale nella cooperazione con operatori mobili e operatori stradali. Nel frattempo, i progetti scandinavi sono stati avviati dagli operatori di rete mobile che hanno preso l’iniziativa con il sostegno delle case automobilistiche”.

Inoltre, ha proseguito Viola, nei progetti che riguardano i corridoi tra Lussemburgo e Germania da una parte (5G DeLux) e Bulgaria e Grecia dall’altra (5G SEAGUL) stanno sorgendo soluzioni di roaming transfrontaliero senza soluzione di continuità. Il tutto per assicurare “una copertura 5G ininterrotta lungo i corridoi transfrontalieri, il che, si spera, renderà i minuti senza connettività quando si guida attraverso le aree di confine un ricordo del passato”.

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