Roma, 21/02/2024
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JetZero e il progetto di un aereo ad ala mista: richiederà il 50% di carburante in meno

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La start-up californiana JetZero punta a far volare un avveniristico ed ambizioso aereo ad ala mista ad idrogeno. Ma la società, avendo fondi limitati, ha chiesto aiuto ad enti come NASA, USAF e FAA

Diverse compagnie e start-up lavorano alacremente per rivoluzionare il mondo della mobilità aerea, verso una maggiore sostenibilità ed anche efficienza. Tra di esse anche la californiana JetZero, che ha chiesto la collaborazione ad un fior fiore di realtà come la NASA, la United States Air Force e la Federal Aviation Administration per realizzare un aereo di linea avveniristico ad ala mista.

Cos’è l’ala mista e le differenze con gli aerei attuali

Chiariamo anzitutto di cosa si tratta quando parliamo di ala mista. È una innovazione che abbiamo visto anzitutto negli aerei stealth – a dimostrazione del fatto che la ricerca in campo militare ha poi dei risvolti nella vita di tutti i giorni – con velivoli dalla fusoliera più corta e schiacciata, diventando un unico corpo con le ali. Gli aerei, insomma, assumono la forma di una specie di manta, come il Maveric ad idrogeno progettato da Airbus e di cui abbiamo parlato in una rassegna delle ultime novità per i cieli nel settore dei velivoli di linea.

Immagine: JetZero

Vantaggi e svantaggi dell’ala mista

Questo sistema innovativo consente inoltre una migliore portanza, può fare a meno dell’ala di coda, permette una migliore stabilità aerodinamica ed infine una notevole riduzione di peso e una distribuzione diversa e più efficiente dei carichi, a cominciare dal motore, più piccolo, che può essere posizionato nella parte superiore (e di conseguenza si riduce il rumore percepito, sia dall’esterno che in cabina).

L’ala mista, tuttavia, comporta anche qualche svantaggio. Anzitutto l’apertura alare, più ampia di un normale aeroplano e che quindi determina qualche difficoltà con le infrastrutture come gli aeroporti e le loro piste di atterraggio e decollo, nonché gli alloggiamenti. È meno semplice anche l’evacuazione in caso di emergenza, e la sensazione in cabina con le virate è molto impattante perché i passeggeri a bordo, rispetto agli aerei tradizionali, sono distribuiti più distanti dall’asse di rollio (la linea longitudine che corre da capo a fondo del velivolo).

L’areo di JetZero richiederà il 50% di carburante in meno

L’ala mista è comunque un passo in avanti rispetto al design degli aerei a cui siamo abituati, che pure sono andati incontro nel corso dei decenni a delle migliorie importanti in termini di efficienza e di aerodinamica. Torniamo quindi al progetto di JetZero, che promette addirittura di necessitare del 50% di carburante in meno per poter volare, con una alimentazione basata sull’idrogeno. Quest’ultimo è stipato nei serbatoi nella zona delle ali.

Mark Page, fondatore di JetZero, ha sintetizzato: “L’ala mista sfrutta metà del carburante, produce metà dell’anidride carbonica rispetto a un aereo con normale fusoliera ed anche con gli stessi motori”. Secondo Page il taglio dei costi del carburante, “voce più importante nel conto profitti e perdite di una compagnia aerea”, non rappresenta soltanto un vantaggio competitivo: “in futuro, rappresenterà la sopravvivenza“.

Il prototipo e le sue caratteristiche

La cordata tra JetZero e gli altri partner istituzionali conta di rilasciare la versione definitiva a scala reale entro il 2030. Entro quest’anno dovremmo vedere invece la controparte in scala 1:8 con il supporto della NASA. Il prototipo è lo Z-5, nato per rimpiazzare il Boeing 767 e che dovrebbe ospitare almeno 250 passeggeri. Ovviamente sarà più ampia l’apertura alare, che toccherà i 60 metri all’incirca (9 in più rispetto al 767). Nonostante ciò, dall’azienda fanno sapere che non ci saranno problemi con gli aeroporti, visto che andranno bene quelli che possono ospitare e gestire l’Airbus A330. L’autonomia prevista è di 5.000 miglia nautiche, pari ad oltre 9.000 km. I motori saranno quelli standard, senza necessità di tecnologie particolari.

Il problema dei fondi per il progetto

Dal momento che JetZero ha un capitale di rischio iniziale che si attesta a 4,55 milioni di dollari, urgono altri sostegni e partner per portare avanti un progetto così ambizioso e dispendioso. Da qui la collaborazione con l’USAF, che consentirebbe la creazione del velivolo entro la data del 2030 di cui abbiamo parlato. La rivista Air & Space Forces Magazine ha svelato infatti che la start-up californiana ha fatto domanda all’Air Force per la realizzazione di un programma dimostrativo dal valore di 245 milioni di dollari.

Page ha affermato che non si tratta soltanto di costruire un nuovo aereo, bensì “una piattaforma multi-missione […]: aereo di linea, mercantile, tanker e così via”. La strada è impervia, considerando il fatto che parliamo pur sempre di una start-up senza gli stessi fondi delle grandi compagnie impegnate nel settore aeronautico e che affronta, con i mezzi a disposizione, una impresa titanica: rendere concreta e fattibile per i viaggi di linea la tecnologia ad ala mista. La collaborazione con USAF, NASA e FAA dovrebbe dare una grossa mano al riguardo: i prossimi anni ci diranno se la cosa darà i suoi ambiziosi frutti.

Immagine di Copertina: JetZero

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