Roma, 17/12/2025
Roma, 17/12/2025

Tesla potrebbe scomparire? La crisi della creatura di Musk e la profezia dell’ex CEO di Stellantis

11

Tesla ha registrato dei ricavi record nell’ultimo trimestre, ma in realtà la situazione pare sia meno rosea di quanto sembri. Secondo Carlos Tavares il marchio di Musk è destinato a sparire: quali sono i motivi di una previsione così fosca? Ecco cosa sta succedendo

Quando Donald Trump fu eletto per la seconda volta, il deus ex machina della campagna elettorale del tycoon (e sostanzialmente alleato cruciale per riportarlo alla Casa Bianca) Elon Musk poteva godere per le sue aziende di un patrimonio che con le Presidenziali USA raggiunse vette clamorose. Dai dati di Bloomberg, infatti, le realtà del miliardario sudafricano, tra cui anche Tesla, avevano guadagnato ben 613 miliardi di dollari. Ma pochi mesi dopo lo scenario ha assunto toni più cupi per Musk e le sue creature.

La parabola in picchiata dei rapporti tra Musk e Trump

Già a inizio 2025 il patrimonio ha lasciato sul campo circa 120 miliardi. Allora l’imprenditore era a capo del DOGE, il Dipartimento per l’efficienza della macchina pubblica, tradotto tagli lineari all’ingente spesa statale. Un incarico che ha avuto una vita breve, non essendo arrivato all’anno di vita. E conclusosi con una lite con lo stesso Trump, i cui rapporti con Musk si sono fatalmente deteriorati.

Se all’elezione del tycoon il sudafricano sembrava destinato a diventare l’inquilino ombra dello Studio Ovale, con il passare dei mesi le cose sono cambiate drasticamente. Le critiche feroci di Musk al Big Beautiful Bill di Trump, una riforma fiscale per niente apprezzata dal capo di X, sono state l’apice di un clima ormai compromesso tra i due miliardari dall’ego ipertrofico. Musk nel frattempo aveva però subito i contraccolpi d’immagine per essersi schierato politicamente in maniera così netta e in certi momenti pure controversa. Contraccolpi che poi si sono riversati sull’azienda che lo aveva proiettato nell’iperuranio, ovvero Tesla.

Tesla è in crisi? I passi falsi del marchio di Musk

La quale paga poi una regola atavica dello spietato mondo dell’economia: le aziende innovative devono saper stare al passo e non campare di rendita, altrimenti rischiano di essere spazzate via. E stare al passo significa percepire i cambiamenti del mercato in anticipo in modo tale da non essere travolti da chi, invece, quei cambiamenti li sta cavalcando. Tesla è stata una pioniera del settore automobilistico elettrico, e quella nicchia si è via via allargata sino a diventare una realtà dalla quotazione miliardaria. Ma, al di là delle simpatie politiche del suo creatore, se resti anche solo un passetto indietro rispetto alla concorrenza quella breve distanza diventerà poi una voragine.

In altre parole, Tesla ha anzitutto peccato di hybris con il Cybertruck. Doveva essere la killer application nel settore dei Suv elettrici, e invece l’unica cosa per cui lo ricorderemo è la versione con mitragliatore sul tetto che ha sfoggiato il dittatore ceceno Kadyrov. Ma è soprattutto la concorrenza cinese, con vetture elettriche a prezzi estremamente competitivi, ad aver spiazzato Tesla. La quale è dovuta correre ai ripari adeguando la sua offerta, ma troppo tardi quando ormai i buoi erano già scappati dalla stalla.

E poi la rendita di cui abbiamo parlato, ovvero affidarsi su modelli che iniziano a fare il loro tempo. Riguardo poi la tanto annunciata Tesla da 25.000 dollari, si parla di un inizio di produzione nel 2026. Ma quando arriverà in Europa e in Italia il prezzo potrebbe salire a 35.000 euro tra tasse e spese di trasporto, come riporta Tesla Club. Per quanto riguarda invece il progetto del robotaxi, siamo ancora alla fase pilota.

Tavares: “Musk abbondonerà Tesla”

A infilare il dito nella piaga ci ha pensato poi Carlos Tavares. L’ex amministratore delegato di Stellantis, dimessosi alla fine dello scorso anno dal ruolo, ha tratteggiato uno scenario a tinte fosche per Tesla. Parlando al francese Les Echos ha infatti sentenziato che a suo dire Musk lascerà la sua creatura e il settore automobilistico per dedicarsi ai progetti di avanguardia tecnologica. Insomma, concentrandosi “sui robot umanoidi, su SpaceX o sull’intelligenza artificiale”.

Di recente il marchio automobilistico ha registrato dei ricavi trimestrali da record, generando un surplus di cassa. E questo nonostante una congiuntura economica resa difficile dai dazi, dall’aumento dei costi operativi e dalle difficoltà delle catene di approvvigionamento. Oltre alla fine degli incentivi negli Stati Uniti decisa da Trump.

Ricavi record per Tesla, ma margini di profitto sempre più bassi

A fronte però dei ricavi nell’ultimo trimestre che hanno registrato un +12%, oltre ad un flusso di cassa pari a 4 miliardi, c’è stata anche una diminuzione del 37% per quanto riguarda l’utile netto. Nonostante quindi un aumento dei ricavi, c’è un controbilanciamento causato da un aumento per le spese operative e per gli investimenti in innovazione e IA che erodono i profitti. I cui margini sono calati al 6,3%. Insomma, Tesla spende molto ma incassa meno.

Una situazione che, se si protraesse, diverrebbe insostenibile. Torniamo quindi a Tavares, che ha preconizzato perdite di valore in Borsa per il marchio di Musk “colossali” per via di una valutazione “stratosferica”. E ha aggiunto che ritiene possibile la cessazione dell’esistenza di Tesla tra dieci anni. “È un gruppo innovativo, ma sarà battuto dall’efficienza di BYD“.

Il marchio cinese è il nuovo attore del mercato elettrico, e sta mettendo in difficoltà assieme alle altre case cinesi una pioniera come Tesla. E tra l’altro, anche lo stesso Musk ha riconosciuto come Pechino sia diventata la più competitiva al mondo quando si parla di vetture a batteria.

Related Posts