Roma, 17/03/2026
Roma, 17/03/2026

Le chiavi digitali dell’auto sullo smartphone? I pro e i contro del sistema “keyless”

11Smartphone con app di sblocco auto keyless in primo piano, automobile moderna sullo sfondo e dispositivi per attacco relay, a rappresentare vantaggi e rischi delle chiavi digitali.

I costruttori automobilistici stanno optando sempre di più per sistemi keyless, ovvero chiavi digitali che tramite app e smartphone aprono le portiere dell’auto e dialogano con i sistemi della vettura. Ma non ci sono solo vantaggi.

In un’era in cui si smaterializza tutto, anche le chiavi dell’auto diventano digitali. Diversi oggetti del nostro uso quotidiano perdono la loro fisicità (pensiamo alle transazioni, insomma quando acquistiamo qualcosa: dati recenti dimostrano come la diffusione dei POS in Italia ha raggiunto livelli record nell’UE. Ma pensiamo anche a com’è cambiata la fruizione della musica, di film e serie tv con il progressivo abbandono dei supporti fisici), e inevitabilmente questa tendenza investe un settore che sta vivendo una profonda trasformazione tecnologica come quello automobilistico.

Lo smartphone (e anche lo smartwatch) rappresenta oggi l’erede delle chiavi fisicheper aprire la portiera e avviare l’auto. Un vantaggio per chi ad esempio tende a perderle e non ritrovarle, nonché una comodità in più nelle nostre abitudini automobilistiche. Ma ogni rosa ha la sua spina, come vedremo.

I sistemi keyless per aprire e utilizzare le auto: addio alle chiavi fisiche?

Intanto, i nostri dispositivi mobili, estensione del nostro braccio, possono rappresentare per molti una soluzione comoda: tramite tecnologie come la NFC (Near Field Communication, come quella utilizzata nei pagamenti digitali) e la più avanzata UWB (Ultra Wide Band, che non richiede la vicinanza esatta tra il dispositivo e il ricevente, come un POS o la portiera di un’auto) possiamo entrare nel nostro mezzo e anche comunicare con i vari sistemi di bordo, oltre ad avviare il motore.

Una soluzione che stanno adottando i vari costruttori automobilistici. In primis ovviamente quelli cinesi, molto sensibili nel dotare le loro vetture degli ultimi accorgimenti tecnologici per un’esperienza di guida estremamente sofisticata. Ma anche quelli europei hanno colto la palla al balzo, a cominciare da BMW e la sua Digital Key anche compatibile con lo standard UWB, e che consente anche l’avvio dell’auto.

Queste tecnologie basate su app ufficiali o compatibili con sistemi come quelli Google (con il suo wallet) o Apple si stanno diffondendo per vari marchi e nelle nuove vetture di gamma, rendendo sempre più sofisticato il tutto, come Tesla che, sfruttando l’UWB, consente di aprire le portiere dalla distanza senza dover tirare fuori il proprio smartphone dalle tasche.

I vantaggi delle chiavi digitali

Esiste poi il vantaggio che una chiave digitale non può essere smarrita, almeno non come quelle fisiche. Può essere condivisa con famigliari e persone fidate in caso di necessità, e come abbiamo visto si può sbloccare la propria vettura anche se si hanno le mani occupate, o altre finezze come avviare l’impianto di climatizzazione per averla più fresca o riscaldata prima ancora di entrare nell’abitacolo.

I rischi di attacchi informatici: il metodo relay

Tutto meraviglioso quindi? Non proprio. Come riporta BGR.com, ci sono anzitutto e soprattutto rischi di attacchi informatici. I principali sono quelli di tipo relay, con il malintenzionato di turno che collabora con un complice: entrambi sono dotati di un dispositivo, uno che intercetta il segnale della chiave del proprietario e l’altro che lo sfrutta per aprire la portiera. Una vulnerabilità che riguarda in generale tutte le auto dotate di tecnologia keyless. E il problema è che i dispositivi per gli attacchi relay sono alla portata di tutti (basterebbe fare una ricerca sui siti di commercio online) e di tutte le tasche, anche se il loro prezzo può comunque aggirarsi sui tre zeri.

Come prevenire gli attacchi relay

In genere per tutelarsi è meglio tenere il proprio smartphone o dispositivo keyless lontano dalle finestre o dalle porte, per evitare che il segnale venga captato facilmente dai mariuoli. Meglio ancora disattivare manualmente il segnale, o come spiega un approfondimento su Mr Key dotarsi di una Faraday Pouch, una custodia studiata proprio per schermare i segnali radio che rendono vulnerabili chiavi e smartphone (utile anche per blindare il segnale della propria carta di credito inserita nel portafoglio digitale). Inoltre è sempre utile fare affidamento ai tradizionali sistemi di antifurto, come il bloccasterzo, efficaci pur non essendo lo stato dell’arte della sofisticazione tecnologica.

Oltre ai rischi di hacking, anche rubando informazioni e dati sensibili del proprietario dello smartphone, i sistemi keyless presentano come svantaggi il fatto che dipendono da un dispositivo che può perdere il segnale per accedere alla app oppure che, molto semplicemente, si scarica. Insomma, tanto comoda questa tecnologia, quanto ancora oggi abbastanza vulnerabile e non esente da punti critici.