Roma, 20/04/2024
Roma, 20/04/2024

Stazioni di servizio, la Germania impone i punti di ricarica e le aziende si muovono. E in Italia?

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In attesa che entri in vigore in Germania l’annunciata legge sulle stazioni di servizio che dovranno accogliere punti di ricarica per auto elettriche, ecco l’esempio di una azienda pronta a fare la sua parte. Inoltre, la situazione delle colonnine in Italia, con dati aggiornati

Stazioni di ricarica obbligatorie nei distributori di benzina: il piano annunciato lo scorso settembre nel corso del Salone di Monaco dal cancelliere tedesco Olaf Scholz è sicuramente tra i più ambiziosi a livello europeo. Per essere precisi, l’intenzione del governo della Germania è quella di rendere obbligatoria per legge per gli operatori che detengono l’80% delle stazioni di servizio presenti nella nazione tedesca soluzioni di ricarica rapida per auto elettriche, con una potenza di almeno 150 kW. Sulla carta, dovrebbero essere interessati circa 11.000 impianti. Con la creazione di un milione di punti di ricarica pubblici in Germania entro la conclusione del 2030.

Avevamo esposto in passato l’idea di Scholz, che deve trovare attuazione legislativa. Ma come si stanno muovendo i colossi del settore, già impegnati nelle soluzioni di ricarica per veicoli elettrici?

Stazioni di servizio, il caso di Ads-Tec Energy e le sue soluzioni di ricarica

Il sito EVcandi.com riporta il caso della tedesca Ads-Tec Energy, che però detiene una posizione di leadership globale nel settore della tecnologia di ricarica ultraveloce con i dispositivi ChargeBox e ChargePost. Inoltre propone sistemi di stoccaggio dell’energia sfruttando le batterie.

L’azienda di fronte all’annuncio di Scholz ha affermato che i suoi prodotti possono essere ideali per essere implementati in quasi tutte le stazioni di servizio tradizionali. Anche, e soprattutto, in aree dove non è possibile aggiornare la rete per ospitare capacità di ricarica che possono essere ad alta potenza, riporta EVcandi.com.

In particolare, ChargeBox (modulo con batteria ad alta densità energetica ed erogatore ultraveloce con potenza di ricarica sino a 320 kW, resistente a qualsiasi forma di vandalismo) e ChargePost (colonnina di ricarica ultrafast con batteria integrata con potenza dai 144 ai 201 kWh, disponibile come il ChargeBox anche per l’Italia) sono studiate per ridurre il più possibile il rumore, lo spazio occupato e per consentire una certa facilità di installazione. Oltre a rendere possibile la ricarica ad alta potenza in gran parte delle zone dove vengono posizionate. Anche se è presente una bassa potenza di connessione.

“Se le ricariche per auto elettriche fossero disponibili nelle normali stazioni di servizio si diffonderebbe di più la mobilità sostenibile”

Questa potrebbe essere quindi una soluzione per le attuali stazioni di servizio. Come ha spiegato l’amministratore delegato di Ads-Tec Energy, Thomas Speidel, le caratteristiche dei loro impianti di ricarica potrebbero anche dare una spinta alla mobilità elettrica. “Se la ricarica rapida richiedesse solo pochi minuti anziché ore, e fosse disponibile anche presso le stazioni di servizio sui percorsi di guida giornalieri […], tutto ciò non solo sarebbe molto più conveniente per gli automobilisti – ha proseguito Speidel -, ma aumenterà anche l’accettazione tra la popolazione. Questo è esattamente ciò che serve per diffondere la mobilità elettrica tra il pubblico generalista”.

Già piazzati diversi punti di ricarica presso le stazioni di servizio tedesche

Intanto in Germania sono iniziate le pose di colonnine di ricarica nelle tradizionali stazioni di servizio. E si tratta dei prodotti Ads-Tec tramite l’azienda partner Jolt Energy. Essa si occupa dell’installazione e della gestione degli impianti di ricarica, “in modo che i nostri partner possano concentrarsi sulle loro attività aziendali principali”, spiegano nel loro sito. Il tutto con l’obiettivo di “creare una rete affidabile di caricabatterie ultraveloci per gli automobilisti”.

Maurice Neligan, amministratore delegato di Jolt Energy, ha affermato che l’azienda ha già provveduto alla posa di “numerose stazioni di ricarica ChargeBox presso le stazioni di servizio di diverse grandi città tedesche“. E questo prima ancora che venga approvata la legge annunciata dal cancelliere Scholz.

Il mercato e l’industria vanno più veloci della politica, insomma. E, parlando di stazioni di ricarica, come siamo messi attualmente in Italia? Posto che da noi nessuno parla di conversione delle attuali pompe di benzina, aggiorniamo un po’ i dati dei punti presenti nel nostro territorio.

I dati aggiornati sulle colonnine di ricarica in Italia

Come riporta Motus-E, in Italia alla fine di giugno 2023 gli impianti di ricarica globalmente sono 45.210. Sono stati 4.037 i nuovi punti installati, mentre il totale delle wallbox ha toccato quota 400.000, mentre il parco circolante delle auto elettriche è stato pari a 199.779 unità.

I punti con potenza superiore a 150 kW in Italia sono il 2,9%, ma la parte da leone la fanno le colonnine e i dispositivi con potenze dai 7 ai 43 kW, ben il 77,5% del totale. Inoltre, l’85,4% dei punti di ricarica è a corrente alternata, e il 14,6% rimanente invece funziona con quella continua.

Certo, c’è stato un problema con i fondi del PNRR per gli impianti di ricarica, con il bando che nella parte relativa alle superstrade è fallito. A tal proposito il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, ha spiegato: “La prima gara, come noto, ha presentato una serie di criticità, soprattutto sul segmento extraurbano. Con interventi mirati sui relativi decreti, però, confidiamo che gli operatori potranno partecipare massivamente, raggiungendo i target di infrastrutturazione prestabiliti ed evitando una dispersione di risorse molto preziose per il nostro Paese”.

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