Roma, 22/05/2024
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Due aziende cinesi di auto elettriche sono in difficoltà

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Non è tutto oro quel che luccica a Oriente, quando si parla di aziende cinesi di auto elettriche. Anzi. Se da un lato ci sono i grandi successi di alcune imprese, dall’altro le piccole aziende stanno faticando

Si parla tanto di colossi cinesi nel mondo degli EV, spesso parlando di come stiano superando di gran lunga le altre imprese internazionali e conquistando il mondo. Ma non sempre tutto va per il meglio. Il futuro di due aziende cinesi di auto elettriche, la China Evergrande New Energy Vehicle Group e la WM Motor, sembra infatti essere sempre più cupo.

Il caso Evergrande New Energy Auto

L’impresa di Dubai NWTN, che aveva accettato di investire 500 milioni di dollari nella prima delle due imprese cinesi, ci ha ripensato. La scorsa settimana ha sospeso i propri pagamenti, probabilmente a causa del legame tra il produttore di EV e uno degli immobiliaristi cinesi più in crisi. Una situazione decisamente triste per una startup che nel 2019 ambiva a diventare la più grande nel settore entro tre-cinque anni.

Le difficoltà finanziarie di WM Motor

Per quanto riguarda la sorella WM Motor, si parla di grosse difficoltà finanziarie per le quali si è già fatta una dichiarazione al tribunale di Shangai. Dopo una serie di scelte drastiche, tra cui tagli agli stipendi e licenziamenti al personale per ridurre le spese, le vendite dell’impresa sono crollate di oltre il 90%. Eppure WM era persino riuscita ad attirare il sostegno dei giganti tecnologici Baidu e Tencent.

Grosse differenze nel panorama EV

“Se guardiamo a queste aziende EV, i loro problemi principali sono un rischio di esecuzione molto elevato nella strategia, un flusso di cassa libero negativo sostenuto e un rischio di liquidità”, ha dichiarato Jing Yang, che dirige il settore China Corporate Research di Fitch Ratings.

Mentre Evergrande New Energy Auto e WM soffrono e sperano di rivedere segnali positivi nelle loro vendite – così come un’altra dozzina di marchi di questo genere – BYD e Tesla si rafforzano. I primi 10 produttori potrebbero arrivare a rappresentare l’80% delle vendite di veicoli elettrici di quest’anno.

Secondo i dati del China Automotive Technology and Research Center, pur essendoci circa 91 produttori di auto elettriche attivi, quasi un terzo di essi sta immatricolando meno di 500 auto a trimestre. Per fare un confronto, Tesla lo scorso mese ha spedito circa 74.000 auto dalla sua fabbrica di Shanghai.

Imprese come Aiways, Haima e Zotye al loro apice erano solite vendere centinaia o addirittura migliaia di veicoli a trimestre. Nel secondo trimestre di quest’anno, le loro nuove immatricolazioni sono crollate a non più di 20 veicoli.

Non mancano però gli investimenti per le imprese più promettenti

Lo stato attuale del mercato non incide però sulla possibilità che altre aziende riescano a raccogliere finanziamenti. Anzi, quelle che promettono di fare tanto hanno un certo successo. Lo scorso luglio Xpeng ha ricevuto un investimento di 700 milioni di dollari da Volkswagen, e i tedeschi deterranno proprio per questo un posto del consiglio di amministrazione e una quota del 4,99%. Il tutto nonostante il responsabile degli approvvigionamenti di Xpeng sia indagato per corruzione.

Situazione simile per Nio, che non è ancora arrivata a profitto ma vorrebbe raddoppiare le vendite a 250mila veicoli elettrici entro quest’anno. Ha inoltre venduto una quota del 7% a un’entità controllata da Abu Dhabi per circa 740 milioni di dollari. Sembrerebbe inoltre che l’impresa voglia raccogliere circa 3 miliardi di dollari dagli investitori.

E mentre altre imprese falliscono, Xiaomi lavora per inserirsi nel mondo degli EV: il gigante degli smartphone sta discutendo con dei produttori di auto per costruire delle partnership mentre attende di ricevere le licenze per produrre le auto autonomamente.

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