Roma, 30/05/2024
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Perché caricare di notte un’auto elettrica non è la cosa migliore da fare

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Una ricerca statunitense sottolinea la necessità di cambiare le abitudini di ricarica dei possessori delle auto elettriche, onde evitare sovraccarichi nella rete e rischi energetici

Uno studio della Stanford University pubblicato lo scorso settembre su Nature Energy, finanziato dalla California Energy Commission, dalla National Science Foundation e dalla Bits & Watts Initiative, con il sostegno di Volkswagen, ha svelato come una particolare abitudine di ricarica delle vetture elettriche possa comportare più svantaggi che vantaggi.

Il modello di studio della Stanford University e le conclusioni: rischio shock energetico

Parliamo dell’abitudine di attaccare alla corrente domestica il proprio veicolo nelle ore notturne, che secondo questa ricerca non è esattamente consigliabile. Si parte da una premessa: lo studio ha analizzato i trend di consumo nell’ovest degli Stati Uniti, verificando tramite un modello lo stress subito della rete elettrica entro il 2035 (non una data a caso, visto che da quell’anno la California metterà al bando le auto a benzina, alla pari tra l’altro dell’Unione Europea). La causa dello stress è dovuta alle previsioni di crescita del mercato delle auto elettriche che potrebbe determinare un aumento, stando al modello dei ricercatori, della domanda di energia verso un picco del 25% nella sola regione, ipotizzando inoltre che il consumo tramite ricarica avvenga durante le ore notturne.

Uno stress appunto per la rete, messa a dura prova – sino al rischio collasso – da una richiesta così ampia e generalizzata degli utenti nelle medesime ore, oltre a contribuire ad un aumento delle emissioni di CO2. Secondo gli studiosi di Stanford sarebbe meglio invece optare per le stazioni di ricarica pubbliche, e comunque per le ore diurne (magari sul posto di lavoro, fermo restando in ogni caso la presenza capillare di infrastrutture adatte che dovranno essere pronte per la transizione tecnologica).

Più ricariche diurne garantirebbero meno sprechi e meno problemi di stoccaggio energetico

I veicoli elettrici, insomma, potrebbero determinare una modifica delle nostre abitudini rispetto ai motori termici, che ci spingono alle volte a dirigerci alla pompa di benzina anche in piena notte. In questo caso bisogna fare invece i conti con la domanda di energia ed i rischi blackout, non così peregrini. Ecco perché bisogna lavorare su un adeguamento della rete infrastrutturale, come ha dichiarato il ricercatore senior e co-autore dello studio Ram Rajagopal.

La co-autrice Siobhan Powell, dottoressa di ricerca in ingegneria meccanica, ha aggiunto: “Abbiamo considerato l’intera regione degli Stati Uniti occidentali, perché la California dipende fortemente dalle importazioni di elettricità dagli altri Stati dell’ovest. La ricarica dei veicoli elettrici e tutti gli altri usi dell’elettricità hanno conseguenze per l’intera regione, data la natura interconnessa della nostra rete elettrica. Possiamo dimostrare che con meno ricariche domestiche e più ricariche diurne, si ridurrebbe la necessità di generazione e di stoccaggio e non si sprecherebbe la preziosa energia solare ed eolica”. Ha poi proseguito la Powell: “E non sono solo la California e gli stati occidentali: tutti gli Stati potrebbero aver bisogno di ripensare i prezzi dell’elettricità man mano che le loro esigenze di ricarica dei veicoli elettrici aumentano e la loro rete cambia“.

Un altro dato interessante: se il 50% delle auto in circolazione fosse elettrico negli Stati Uniti occidentali, ci vorrebbero più di 5,4 gigawatt di energia accumulata, ovvero l’equivalente di 5 grandi reattori nucleari, per soddisfare le richieste degli utenti con inalterate abitudini di ricarica. Se invece queste ultime cambiassero, la quota scenderebbe a 4,2 gigawatt.

La necessità di cambiare abitudini e tariffe

Sarà inoltre necessario cambiare tariffe ed incentivi che invogliano al consumo elettrico nelle ore notturne per risparmiare, come avviene anche da noi, sfruttando in California l’energia prodotta in eccesso durante la tarda mattinata ed il primo pomeriggio grazie alle fonti rinnovabili come il solare.

Secondo l’altra co-autrice senior della ricerca, Ines Azevedo, questo studio mette in luce sia il fatto che i prezzi non sono al momento allineati con “ciò che sarebbe meglio per la rete ed i contribuenti“, sia che bisogna investire su infrastrutture di ricarica da piazzare in particolare sui luoghi di lavoro, per ottimizzare i consumi. “Dobbiamo muoverci rapidamente verso la decarbonizzazione del settore dei trasporti, che rappresenta la maggior parte delle emissioni in California. Questo lavoro fornisce informazioni su come arrivarci“, ha sentenziato la Azevedo. “Assicuriamoci di perseguire politiche e strategie di investimento che ci consentano di farlo in modo sostenibile“.

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