Roma, 18/06/2024
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L’avanzata dei trattori elettrici: il caso di Monarch e gli esemplari prodotti in Italia

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La mobilità elettrica non passa solo per le autovetture stradali, ma anche per altri mezzi. Il punto sull’elettrificazione dei macchinari agricoli: vediamo cosa accade negli Stati Uniti con Monarch e in Italia

Abbiamo parlato di quelli pesanti, dai camion alle navi, per non parlare del trasporto aereo: senza dimenticare i veicoli da lavoro come i trattori. E torniamo a parlare di questi ultimi con le novità per questo settore e i modelli che sono in fase di sviluppo per un prossimo lancio nel mercato.

Il passaggio all’elettrico di Monarch

La start-up californiana Monarch, ad esempio, a due anni dell’annuncio del progetto ha predisposto i primi sei trattori elettrici che sono stati consegnati di recente a Constellation Brands, colosso americano specializzato in bevande alcoliche, dal vino alla birra, lanciando così la propria sfida ai colossi del settore di trattori e altri macchinari agricoli come John Deere e Case IH.

Le tecnologie elettriche, automatizzate e intelligenti possono sicuramente trovare un posto in agricoltura”, ha dichiarato Praveen Penmetsa, l’amministratore delegato di Monarch Tractor, spiegando inoltre che i trattori, molto più che le automobili, si prestano alla guida autonoma giacché percorrono tratti prestabiliti, controllati e chiusi: inoltre il loro incedere è decisamente più lento, avendo così il tempo di poter gestire l’eventuale – ma raro – incontro con un pedone grazie ad una minor distanza di arresto. Si aggiunge che è comodo il fatto che un mestiere “noioso, sporco e pericoloso”, come lo definisce Penmetsa, sia svolto dalla macchina e non da un essere umano, che a sua volta può controllare da remoto più di un trattore, supervisionando il loro lavoro (anche se bisogna capire i risvolti etici e relativi all’alienazione di un mestiere delegato alle tecnologie più avanzate).

Altra caratteristica è la raccolta e rilevazione dati, utili per migliorare ad esempio i raccolti e la loro resa senza far uso di droni od altre tecnologie. L’amministratore delegato a tal proposito ha aggiunto: “Il trattore è al centro di quasi tutte le operazioni in un’azienda agricola. Questo lo rende la piattaforma più logica per raccogliere dati”.

I macchinari agricoli tra ricarica elettrica e automazione

L’intelligenza artificiale è un fattore cruciale per i trattori di Monarch, forse ancor più dell’elettrificazione. La serie MK-V sfrutta la piattaforma Nvidia Jetson non solo per la guida autonoma ma anche per il lavoro intelligente, con ogni mezzo che utilizza sei moduli di sistema Jetson Xavier NX che consentono di percorrere i campi sfruttando due telecamere 3D e sei standard (per quando può mancare il segnale GPS).

Anziché utilizzare i sensori LiDAR, che scannerizzano l’ambiente e i suoi elementi statici e mobili, i trattori Monarch montano delle semplici e meno costose fotocamere sul tetto per via della bassa velocità del mezzo e dell’ambiente di lavoro tipicamente organizzato e preciso come quello dei campi e delle colture. Il contadino poi trova spazio in una cabina resa quanto più possibile accogliente: “Non diciamo agli agricoltori come coltivare, ma lasciamo che dicano loro al trattore come coltivare”, ha spiegato il presidente di Monarch Mark Scwhager.

Penmetsa ha aggiunto: “Nvidia Jetson consente a MK-V di eseguire applicazioni di intelligenza artificiale a bassa latenza e in tempo reale, risparmiando allo stesso tempo energia per una maggiore durata della batteria e un’autonomia estesa”. Il trattore raccoglie ed analizza i dati del raccolto, elaborandoli grazie ai sensori, e sfruttando così queste informazioni per regolare in tempo reale il mezzo, stimare fattori di crescita ed altre metriche relative alle colture e così via. L’MK-V è il primo modello del suo genere totalmente elettrico e principalmente autonomo.

L’elettrificazione del comparto agricolo, anche in Italia

Il Monarch Tractor presenta inoltre un motore che di media eroga 40 cavalli, con picchi da 70 (l’azienda non ha reso noti i dettagli della coppia, né della capacità della batteria), e rispetto alle auto elettriche è dotato di ben nove marce e tre retromarce, con trazione posteriore o con quattro ruote motrici. L’autonomia è di dieci ore con una singola carica o sei in caso di un carico di lavoro piuttosto gravoso; i tempi di ricarica vanno dalle 4 alle 5 ore.

La concorrenza nel settore dei trattori elettrici, come abbiamo accennato, è comunque abbastanza vivace. Case New Hollan, Solectrac, John Deere e ZTractor sono al lavoro per sviluppare sistemi a zero emissioni o autonomi, sia in prima persona che cedendo licenze.

Anche in Italia ci si sta muovendo in questa direzione nel comparto agricolo. La toscana Del Morino si è specializzata nella produzione di piccoli trattori elettrici polifunzionali come il CaRINO, erede del RINO che con il suo pacco batterie da 11 kWh consente un’autonomia di quattro ore come trinciatore, rasaerba, spazzatore, irroratore e sanificatore, e che salgono a venti in caso di spostamenti con un una velocità di 7km/h: il tutto al prezzo di circa 14 000 euro.

Ancora, la padovana Alké propone veicoli studiati anche per vigneti e frutteti, con un’autonomia di circa 70 km e prezzi che oscillano dai 20 ai 28 000 euro, mentre Merlo ha ampliato il proprio catalogo con l’e-Worker, un macchinario adatto nei magazzini e nelle stalle che può sollevare 2.500 kg sino a 4,8 metri, e che è disponibile a due o a quattro ruote motrici e con potenze variabili che vanno dai 44 kW, pari a 60 cv, ai 66 kW, ovvero 90 cv (autonomia prevista di otto ore).

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