Roma, 25/02/2024
Roma, 25/02/2024

L’ascesa delle e-bike: le opportunità e i problemi negli Stati Uniti. E la crescita in Italia

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Le bici faticano ancora a diventare un mezzo d’elezione negli spostamenti urbani in Italia, e purtroppo gli incidenti che coinvolgono i ciclisti sono all’ordine del giorno come dimostra la cronaca recente. La mobilità sostenibile comunque sta procedendo su questo vettore, introducendo e-bike che potrebbero dare una spinta a preferire questo mezzo nelle città

D’altronde, se i monopattini elettrici sono diventati così popolari, potrebbero diventarlo anche le bici con pedalata assistita, introdotte negli scorsi anni tra lo scetticismo dei puristi (soprattutto chi legittimamente teme l’amatore che nella gran fondo possa barare).

Facciamo il punto su questi mezzi a zero emissioni, che hanno ricevuto una bella spinta anche durante gli anni della pandemia, e sul fatto che possono diventare popolari grazie al fatto che non richiedono fatica soprattutto in caso di asperità: non c’è solo lo Zoncolan, ma anche le rampe e le pendenze delle nostre città, magari nel percorso per andare al lavoro.

Il difficile mercato degli Stati Uniti

Le e-bike stanno cercando di prendersi il proprio spazio anche in un Paese dove gli spostamenti in auto sono preferenziali, come ha dichiarato il direttore esecutivo di BikeTexas (che si occupa della sensibilizzazione alla bicicletta nel Lone Star State), Robin Stallings: “Hai meno ingombro, occupi meno spazio, hai meno problemi di parcheggio [con le bici]. E risparmi un sacco di soldi sulla benzina, sui costi dell’auto e sull’assicurazione”.

Eppure negli USA i viaggi in bici rappresentano solo l’1% della quota totale degli spostamenti, stando ai dati del Center for Disease Control and Prevention, a fronte però di una quota del 2% di incidenti mortali che coinvolgono ciclisti e veicoli a motori. Solo negli Stati Uniti, insomma, quasi 1.000 conducenti su bici perdono la vita sulle strade americane e 130.000 restano feriti, con un impatto sulle spese sanitarie e sugli effetti sulla produttività del lavoro che ammonta a circa 23 miliardi di dollari.

Come ha spiegato Bill Nesper, direttore esecutivo della League of American Bicyclists, le strade statunitensi non sono sempre state progettate esclusivamente per le auto, giacché i primi mezzi che circolavano furono le carrozze ed ovviamente i velocipedi. Poi, dopo la Seconda guerra mondiale, le strade sono diventate territorio delle vetture a quattro ruote, secondo Nesper. Quindi, le associazioni come BikeTexas o la League of American Bicyclists proseguono nella loro attività di pressione e di lobbying per far sì che le bici possano essere mezzi d’elezione negli spostamenti negli USA, grazie anche alla popolarità crescente delle e-bike.

Certo, non parliamo a mezzi a buon mercato (comunque più di un’auto), ma possono rivelarsi cruciali in aree urbane dove si fatica a trovare parcheggio, oltre ovviamente alla praticità rispetto agli altri veicoli plug-in che necessitano di ricarica.

Per quanto riguarda la sicurezza, Claudia Wasko, vicepresidente di Bosch eBike Systems Americas, ha ricordato come la loro azienda, ad esempio, aderisca in maniera volontaria ai test effettuati da società certificatrici come Underwriter Laboratories, che forniscono la certificazione UL 2849 a seguito di un’attenta analisi della trasmissione elettrica, della batteria e dei sistemi di ricarica. Questo perché, come ha spiegato Kurt Hoy di Bosch, in un mercato con grandi marchi che si fanno concorrenza a vicenda è “fondamentale cercare un prodotto con standard rigorosi, perché ci sono molte aziende che abbinano un motore scadente a una bicicletta e lo vendono online a prezzi troppo bassi”. Ricordiamo che le e-bike eccessivamente economiche dotate di batterie agli ioni di litio sottoposte ad una cattiva manutenzione o danneggiate possono anche prendere facilmente fuoco.

Non è un problema da sottovalutare visto che parliamo dei mezzi che potrebbero usare anche i fattorini delle consegne, tanto è vero che a New York si sta riflettendo sull’eventualità di vietare la vendita di batterie per veicoli elettrici di seconda mano, oppure non approvata da laboratori come Underwriter. Il rischio di un’invasione di mercato di parti contraffatte, man mano che le e-bike e e-scooter guadagnano popolarità, è più che presente.

Altra questione delicata riguarda la ricarica. Aziende come Wasko hanno studiato un sistema di gestione della batteria che rileva temperature troppo alte e per l’occasione disattiva immediatamente l’accumulatore, in modo da proteggere da rischi di sovraccarichi.

E in Italia?

In Italia il mercato sta prendendo piede: dalle oltre 14 milioni di bici ricercate degli utenti su Subito.it nel mese di settembre, con un trend in rialzo del 4,9% rispetto al 2021, l’e-bike risulta la tipologia più cercata. Inoltre marchi storici come Bianchi e Colnago si stanno specializzando sempre di più nelle bici a pedalata assistita.

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