Roma, 22/05/2024
Roma, 22/05/2024

Treni elettrici a batteria contro l’inquinamento sullo Stretto di Messina

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In un’area discussa e in cui è fondamentale riuscire a tutelare l’ambiente, si è deciso di usare mezzi meno inquinanti per il trasporto dei convogli su traghetti e zattere. Il piano di treni elettrici a batteria di Ferrovie per lo Stretto

Non tutti sanno che ogni giorno diversi treni viaggiano lungo lo Stretto di Messina. Una magia che avviene senza ponte: gli Intercity in questione – diurni e notturni – vengono infatti fatti salire pezzo per pezzo su delle imbarcazioni dotate di rotaie, per poi essere riuniti alle rispettive stazioni marittime. Una questione di due ore di sali e scendi che a lungo è stata anche fonte di inquinamento atmosferico. A breve, però, l’utilizzo dei treni a batteria potrebbe cambiare il modo di operare in questo tratto di Italia così discusso.

Cosa succederà ai treni tra Sicilia e Calabria

Se lungo i tracciati i treni sono alimentati da energia elettrica grazie ai pantografi posizionati sui tetti delle locomotive, questo non è possibile lungo le rotaie sui traghetti e le zattere adibiti al loro trasporto. Per questo motivo ad oggi sullo Stretto sono sempre stati usati carri trainanti alimentati a gasolio, scelta poco sostenibile e che contribuisce all’inquinamento della zona.

Una soluzione interessante, però, potrebbe essere rappresentata dal posizionamento dei pacchi batterie accumulatori sulle locomotive dette E.464, appunto quelle che viaggiano quotidianamente tra Roma, Palermo e Siracusa per fornire il servizio Intercity.

Grazie a un’autonomia di 60 minuti, il movimento del treno potrebbe essere reso autonomo laddove non c’è elettrificazione aerea. Secondo le stime di Ferrovie dello Stato, che ha pensato questa soluzione, il tempo di percorrenza del treno potrebbe scendere a 10 ore dalle 11 ore e mezzaattuali. In sostanza, il tempo di traghettamento si ridurrebbe dalle 2 ore e 5 minuti attuali a poco più di 1 ora.

FS punta a convertire almeno 25 unità. Un buon miglioramento, anche se ancora non alla pari di un sistema di trasporto ad alta velocità.

La credibilità del progetto dei treni a batteria

Il progetto è ambizioso e richiederà non solo un grosso investimento, ma anche un ulteriore livello di lungimiranza. Questo non è sicuramente un passo sufficiente a rendere lo Stretto meno inquinato. Inoltre, alcuni hanno dei dubbi sull’effettiva riduzione dei tempi di traghettamento, data la complessità del processo.

Tra l’altro, la notizia dell’introduzione di questa miglioria sui treni Intercity è stata data più volte nel corso degli ultimi tempi. Anche se ad oggi c’è un bando per l’affidamento dei lavori che si chiuderà a inizio maggio, c’è da attendere prima che questo piano venga realizzato.

Perché i viaggi sullo Stretto continuano a essere insostenibili

Il pezzo di mare che separa (e collega) Sicilia e continente continuerebbe, dunque, ad essere inquinato quotidianamente da altri fattori. Il primo tra tutti è la pesantezza delle emissioni delle navi stesse, che sono tutte alimentate da carburanti fossili. Una soluzione a questo problema potrebbe essere quella della trasformazione ecologica, tramite l’acquisto da parte sia di Ferrovie dello Stato e la sua Blujet che degli altri operatori presenti (primo tra tutti Caronte & Tourist) di traghetti, navi e aliscafi più sostenibili.

Alcuni esempi? I traghetti elettrici, già presenti in Nord Europa e persino in Sudamerica, o i mezzi alimentati a idrogeno in corso di sperimentazione.

I problemi del traffico sullo Stretto

Il trasporto dei vagoni del treno sul traghetto che solca lo stretto

Altro problema parecchio evidente e sentito nelle città dello Stretto, invece, quello delle auto e dei camion che ogni giorno si incolonnano in attesa della cosiddetta “traversata”. Questione che ha negli anni causato non poche polemiche, considerando che i mezzi pesanti sono tantissimi. Alcuni pensano che questo potrebbe essere risolto con il fantomatico Ponte sullo Stretto, che resta un tema tanto discusso ma le cui possibilità concrete di realizzazione sono discutibili allo stato attuale, anche se in questi giorni si parla di un possibile coinvolgimento europeo con l’incontro con il coordinatore della commissione per il corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, Pat Cox di oggi. Senza dimenticare che anche il ponte comporterebbe un grosso sforzo energetico ed ambientale.

Per rendere davvero più sostenibili gli spostamenti dei treni sulla tratta bisognerebbe non soltanto convertire tutti i mezzi Intercity, ma anche quelli merci che effettuano lo stesso percorso ogni giorno. Insomma, la lista è parecchio lunga, e agire sempre più necessario.

Immagine di copertina: Il porto di Messina al tramonto, con (da destra verso sinistra) due navi Blujet per il trasporto dei treni, una nave da crociera, una serie di navi militari e della Guardia Costiera e, sullo sfondo, la costa calabrese (Chiara Venuto)

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