Roma, 22/05/2024
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Aerei ad idrogeno: partono i primi test per la nuova frontiera dell’aviazione

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Diverse compagnie e società dell’aviazione sono al lavoro per sviluppare i primi aerei alimentati ad idrogeno. Ecco i modelli annunciati e le loro caratteristiche

Nel mondo dell’aviazione si stanno facendo i primi esperimenti con l’alimentazione ad idrogeno, frontiera che sposta ulteriormente la ricerca su forme alternative di mobilità per il raggiungimento degli obiettivi zero emissioni entro il 2050.

Se attendiamo di vedere aerei dotati di motori elettrici solcare i cieli ed a pieno regime (e qualcosa si sta già muovendo), aziende e case costruttrici stanno studiando nel frattempo ulteriori avanzamenti, come è il caso di Rolls-Royce Group.

Rolls-Royce testa un aereo ad idrogeno, “il primo nel suo genere”

La società di Derby non va confusa con la Motor Cars, che si occupa di automobili di lusso: qui parliamo invece di una realtà specializzata nell’aviazione, sia civile che militare, oltre che nel settore della navigazione e dell’energia. La scorsa settimana Rolls-Royce ha testato in Inghilterra un velivolo ad idrogeno, che a detta del Guardian rappresenta il primo nel suo genere.

L’aereo è dotato di un motore aeronautico utilizzato per voli regionali, convertito per l’occasione. Esperimento che, a quanto sappiamo, è riuscito, dimostrando come si possa implementare una tecnologia che abbatta le emissioni di carbonio (i velivoli con motori termici possono incrementare il volume di emissioni di sei volte rispetto ad un auto con quattro passeggeri, per via dell’emissione dei cosiddetti jet fuel, prodotti dal cherosene che alimenta gli aerei): con l’idrogeno infatti si sprigionerebbe solo aria calda e vapore acqueo, con la possibilità ipotizzata di ridurre le emissioni di CO2 in volo sino al 75%.

Dopo questo primo test a corto raggio, ora Rolls-Royce punta a far funzionare la tecnologia per voli più lunghi: per questo motivo si è già iniziato a provare l’idrogeno su un motore progettato per voli di bassa velocità e di breve distanza, come primo passo verso traguardi più ambiziosi, ovvero voli a lungo raggio. Il tutto con la collaborazione di EasyJet.

I progetti di Airbus (ma c’è un problema)

Ma ci sono altre realtà che stanno spingendo per l’idrogeno nel settore aeronautico. Airbus sta pianificando per il 2035 il lancio del primo aereo commerciale dotato di questa tecnologia, con i primi test previsti per il 2026, anche se l’amministratore delegato Guillaume Faury ha riconosciuto un possibile intralcio in questo programma.

Il problema, ha spiegato, è la scarsa disponibilità di idrogeno verde, che al momento presenta dei costi molto elevati. “La disponibilità, o la mancanza di disponibilità, di idrogeno verde nella giusta quantità, nel giusto posto e al giusto prezzo nella seconda metà del decennio mi preoccupa. Potrebbe essere un motivo per ritardare il lancio del programma, anche se le tecnologie degli aerei sono mature”, si è così espresso Faury.

Le ambizioni di ZeroAvia

Un’altra azienda che sta provando a perseguire questa strada è ZeroAvia, operante in USA e in UK e specializzata proprio in velivoli ad idrogeno. A seguito del rilascio dei permessi dalla Civil Aviation Authority del Regno Unito dovrebbero partire i primi voli di prova di un prototipo, il Dornier 228, spinto da un propulsore di 600 kW.

Il progetto di ZeroAvia è di sviluppare aerei commerciali a zero emissioni entro il 2024, allargando la capacità da nove a diciannove posti e portando l’autonomia a 300 miglia, ovvero oltre 480 km. Per il 2026 si punta invece ad aumentare a 1000 miglia e 40-80 posti, e così via sino all’ambizioso traguardo del 2040, con la creazione di un aereo di linea da oltre 200 posti ed autonomia pari a 5000 miglia, o più di 8000 km.

Per fare ciò ZeroAvia ha raccolto fondi da United Airlines, che ha finanziato i progetti con 35 milioni di dollari, assieme ad Alaska Air Group, più un ulteriore finanziamento da 30 milioni annunciato dalla compagnia la scorsa estate.

I primi voli per testare il velivolo bimotore a propulsione idrogeno-elettrica partiranno da gennaio 2023. Il fondatore ed amministratore delegato di ZeroAvia, Val Miftakhov, ha spiegato: “Ottenere il permesso completo Part 21 per volare con la CAA [Civil Aviation Autohority] è un traguardo fondamentale nello sviluppo di un sistema di propulsione aeronautica a emissioni zero che sarà la soluzione più ecologica ed economica per l’impatto climatico del settore. Inizieremo il 2023 nel miglior modo possibile, dimostrando che il vero volo commerciale a emissioni zero è molto più vicino di quanto molti possano pensare”. Se tutto va come dovrebbe andare, l’omologazione per il Dornier 228 si potrebbe ottenere entro la fine del prossimo anno.

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