Roma, 15/04/2024
Roma, 15/04/2024

Mobilità elettrica: presentato il Rapporto sulle 100 realtà italiane più innovative

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Un rapporto che racconta il lavoro di 100 attori italiani impegnati nella transizione tecnologica della rivoluzione della mobilità, che impegna non solo il settore dell’automotive, ma anche quello della mobilità pubblica e condivisa, della mobilità aerea e nautica

Le eccellenze della filiera italiana della mobilità elettrica e le opportunità e le sfide che offre il settore: di questo si è parlato oggi alla presentazione del rapporto 100 Italian E-Mobility Stories 2023, a Roma, promosso da Symbola, Enel e Enel X Way, società dedicata alla mobilità elettrica del Gruppo Enel. Sono intervenuti i “padroni di casa” Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola, Francesco Starace, amministratore delegato del Gruppo Enel ed Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Enel X Way, insieme a quattro rappresentanti di alcune delle cento realtà contenute nel rapporto. Guarda il video completo.

Il patrimonio genetico italiano per l’e-Mobility

Apre Francesco Starace, ad di Enel, condividendo il lavoro degli attori che sono entrati a far parte del rapporto: “Sono storie di aziende italiane che si sono dedicate alla ricerca delle tecnologie e dello sviluppo, così come ad esplorare quello che succedeva nell’industria, cercando di cavalcarne la novità e non di negarla. E sulla mobilità elettrica abbiamo fatto passi da gigante. Il panorama si amplia e diventa molto più frastagliato e più ampio. Chissà cosa succederà ancora: è interessante vedere come questa vitalità continua a manifestarsi in un settore che, uno può pensare, dopo cent’anni più o meno ha raggiunto una stabilità, e invece no. Quante cose si possono continuare a innovare.”

Un rapporto che è giunto ormai alla sua quarta edizione e racconta di una trasformazione in atto che sembra appartenere, più di quanto si penserebbe, all’Italia: “È evidente che c’è una grande vitalità nell’industria italiana ed in tutto l’indotto intorno alla mobilità, e questo viene dal passato, ossia da una tradizione ormai quasi secolare dell’industria italiana. Abbiamo in Italia un patrimonio genetico da questo punto di vista abbastanza forte da non indurci a temere la novità che si trascina dietro questa elettrificazione del trasporto” ha aggiunto Starace.

Elisabetta Ripa, ad di Enel X Way, ha sottolineato come l’evento di presentazione sia proprio l’occasione di fare il punto su ciò che è stato fatto e su ciò che si può fare insieme per far sviluppare ulteriormente il settore della “mobilità del futuro“. Aggiunge anche lei una caratteristica “tutta italiana”, ovvero la curiosità: “L’Italia, magrado non abbia una tendenza a contraddistinguersi da un’adozione anticipata dell’innovazione (rispetto alla media europea), ad un certo punto accelera perché siamo un Paese di curiosi. E la curiosità è quello che guida l’innovazione. La curiosità sicuramente è quello che unisce queste 100 aziende ed è anche alla base dello sviluppo della mobilità elettrica di Enel, nel campo da oltre 10 anni“.

Vogliamo dare un colpo di reni all’accelerazione della mobilità elettrica per dimostrare che l’innovazione sulla mobilità elettrica è a portata. Lo facciamo non solo attraverso la valorizzazione delle eccellenze che il mercato italiano offre ma mettendo anche a fattor comune le economie di scala e di scopo che il Gruppo Enel ha sviluppato in questi anni, anche attraverso la nostra presenza in 16 paesi diversi. Quindi cerchiamo non solo di imparare dagli altri Paesi più avanti di noi ma prendiamo queste importanti lezioni e le mettiamo a disposizione del nostro mercato.

Una valorizzazione di quello che la filiera italiana ha da offrire, aggiunge Elisabetta Ripa: “Al contempo ciò che viene fatto sul mercato italiano è messo a disposizione dei Paesi in cui siamo attivi. E in realtà tutta la nostra filiera ci segue, tant’è che gran parte della nostra produzione anche all’estero poggia su competenze italiane: quasi i due terzi di quello che facciamo si rifà al mercato italiano, a competenze italiane e alle aziende di questa filiera“, compresi i rapporti con i costruttori, che Ripa definisce fondamentali: “Importante che qualsiasi infrastruttura di ricarica venga testata e sia compatibile con tutto il parco in circolazione e con il continuo sviluppo dell’autovettura, perciò abbiamo rapporti più che stabili di collaborazione con tutte le principali case automobilistiche che guardano ad Enel per l’infrastruttura di ricarica“.

Segnale importante, sottolineano Starace e Realacci, che realtà italiane storiche come Ferrari, Brembo e Pininfarina siano entrate nel settore della mobilità elettrica.

La collaborazione tra gli attori italiani è essenziale

Francesco Starace ha evidenziato come la mobilità elettrica sia, anche grazie al ruolo delle batterie che sono “a metà tra un’industria tradizionalmente meccanica e un’industria chimica“, in un punto di convergenza tra più settori che devono così prendere parte alla trasformazione: “Si tratta di un cambiamento che copre più di un settore, in questo caso di almeno tre grandi settori industriali: la produzione di energia elettrica, la produzione industriale di automobili ed il mondo della chimica, che riguarda le batterie. Tutti questi segmenti dell’industria improvvisamente si trovano coincidere in un singolo spazio“.

Il punto di congiunzione tra vari settori, ovvero il mondo dell’automotive, quello della chimica, quello dell’energia ed Elisabetta Ripa ne aggiunge un quarto: “C’è anche un’altra grande trasformazione di tutto il mondo industriale in atto, ovvero la digitalizzazione. È importantissimo ricordarsi che stiamo parlando di piattaforme ad alto contenuto di digitalizzazione e tecnologia“.

In questo contesto, è fondamentale garantire una collaborazione di sistema tra tutti gli attori dell’industria italiana ed un “lavorare insieme” che nel nostro Paese, sottolinea Starace, un po’ dobbiamo imparare. Alcuni di questi attori “che svolgono un ruolo da protagonisti” sono contenuti nel rapporto, arrivato alla sua quarta edizione. Si tratta di imprese, centri di ricerca ed università, associazioni che stanno progettando soluzioni e tecnologie per la nuova mobilità e che, all’incontro, erano rappresentati da quattro esponenti: Francesco Ausiello, referente dei progetti strategici del consorzio ART-ER, Silvia Bodoardo, Professore ordinario del Politecnico di Torino, Cristina Favini, Chief Design Officer e Strategist della società di design Logotel e Pietro Gorlier, amministratore delegato del Gruppo Comau specializzata in processi di automazione, robot e servizi di produzione.

Il futuro del settore della nuova mobilità

La trasformazione è in atto e continuerà, ha concluso Starace, e dobbiamo saperne cogliere il valore: “Il passato è importante, dobbiamo esserne orgogliosi, ma il futuro è il nostro destino. Dobbiamo muoverci con tutte le cautele del caso ma con coraggio e con decisione. E capire quale ruolo vogliamo svolgere nel cambiamento”.

Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola, che, sottolineando i punti di forza dell’impresa e dei centri di ricerca italiani che stanno facendo enormi passi avanti nel settore della mobilità elettrica, suggerisci anche il ruolo fondamentale delle politiche di settore: “Ogni volta rimaniamo sorpresi perché ci sono più cose sotto il il sole di quante non si veda. Molti qui sanno che, all’inizio, abbiamo fatto anche fatica, con iniziative come la 1000 Miglia [Green] ed il sistema bresciano, per far capire la direzione da intraprendere. Ma poi si son messi in movimento e, dopo, non ce n’è per nessuno. A questo punto è fondamentale che si muovano anche le politiche, che finora sono state, in questo settore, purtroppo traballanti ed incapaci di vedere. Credo che siamo l’unico paese europeo che ha continuato a dare incentivi ai motori a combustione termica, e soprattutto per un lungo periodo.”

Spero che arrivi un cambio di passo, per quanto riguarda le risorse, la direzione, – ha proseguito il presidente di Symbolaè chiaro che devono calare molto di prezzo le vetture elettriche, il che offrirebbe un’enorme spazio per abbassare anche il prezzo della mobilità perché la mobilità elettrica costa molto meno dal punto di vista dei combustibili usati. C’era un vecchio detto cinese che diceva: date un pesce a un uomo e cambierà un giorno, insegnategli a pescare e cambierà tutta la vita. Ecco, la mobilità elettrica collegata al formidabile sviluppo delle rinnovabili è come insegnare a pescare“.

L’Italia è quarta al mondo nell’industria meccanica e per la componentistica ed il montaggio delle batterie siamo secondi in Europa. Abbiamo tutte le condizioni per giocare questa partita e possiamo giocarla meglio se abbiamo un’idea di politica industriale che permetta questo passaggio, oltre a guardare il Paese negli occhi cogliendo i suoi punti di forza” ha concluso Realacci.

Infine, un ruolo chiave dovrà essere svolto dalla formazione di tecnici e imprese. “Abbiamo vissuto a livello della nostra industria una trasformazione simile: nei passati vent’anni è cambiato tutto nel sistema di generazione e trasmissione di energia. E i discorsi che si facevano vent’anni fa erano più o meno simili a quelli che si sono sentiti fare sul cambio dell’automotive attuale. Non è vero che si perdono posti di lavoro: al contrario, se ne creano di più, e probabilmente la cosa risulta meno difficile, traumatica e complessa di quello che sembrava prima di cominciare. Quindi [il cambiamento] si farà, si deve fare e queste aziende dimostrano che si può fare” tanto” ha affermato Starace.

Conclude Ripa rispondendo a una domanda sulle sfide future: “L’abbiamo verificato attraverso una ricerca di mercato estensiva: il cliente italiano è più che pronto e disponibile a considerare l’acquisto dell’auto elettrica. Circa due terzi degli intervistati si sono dichiarati interessati a farlo nei prossimi 5 anni ed il 49% entro due anni, quindi vuol dire che il mercato ha capito che il futuro è nell’auto elettrica. Lavoreremo sulla capillarità dell’infrastruttura di ricarica e nella resa del mix giusto che può aiutare il mercato – che non è solo automotive ma anche mobilità pubblica e condivisa e flotte – ad accedere all’innovazione della mobilità elettrica“.

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