Roma, 15/04/2024
Roma, 15/04/2024

Auto elettriche, crescita a maggio. Ma tra quote di mercato e difficoltà nei bandi c’è ancora da fare

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Le vendite delle auto elettriche in Italia a maggio hanno registrato una crescita, ma la quota di mercato resta sempre estremamente bassa rispetto al resto dell’UE. E non aiuta il gap infrastrutturale: la difficoltà dei bandi del PNRR sulle colonnine

Le vendite delle auto elettriche in Italia stanno facendo passi avanti, anche se siamo ancora distanti dalla crescita del mercato nel resto d’Europa. Senza parlare ovviamente del confronto, impietoso, con il resto del globo.

Le vendite delle auto elettriche in Italia a maggio: i dati

Sono stati ufficializzati i dati di maggio relativi alle immatricolazioni nel nostro Paese, che segnano una crescita di 149.411 unità, il 23,1% in confronto allo stesso mese lo scorso anno. Le auto elettriche e plug-in coprono a loro volta una quota dell’8,8% rispetto al 7,9% di aprile. Interessante notare come le BEV, le elettriche tout court, trascinino questa crescita con 6.213 immatricolazioni (erano 4.476 dodici mesi fa), mentre le PHEV (ibride plug-in) calano un po’ (pur registrando un trend positivo del 6,5% sull’anno). Se guardiamo invece alla quota mensile delle BEV, dal 3,6% del 2022 si è passati all’attuale 4,1%.

Tesla auto elettrica più venduta in Italia

I privati spiccano con una crescita delle immatricolazioni di elettriche pari a 83,2% nei primi cinque mesi (13.097 unità), mentre le flotte aziendali segnano per ora il passo, attestandosi a +44,2% e 2.334 unità nello stesso periodo.

Per quanto riguarda i modelli più venduti a maggio in Italia spicca Tesla, con la Model Y, seguita dalla Model 3. Al terzo posto la Fiat 500 Elettrica, mentre a chiudere la top ten (dove troviamo inoltre marchi come Smart EQ, Opel, Peugeot) troviamo la Volkswagen ID.5.

L’Italia resta però fanalino di coda in Europa per vendite di auto elettriche

Ma restiamo comunque ancora indietro rispetto al resto d’Europa. In Germania la quota di mercato delle elettriche è pari al 14,3%, in Francia del 14,8% e nel Regno Unito si sale al 15,4%: in Italia ci sono miglioramenti notevoli, ma siamo passati dal 3,4% del 2022 all’attuale 3,8%.

Bisogna fare meglio e quindi incentivare di più l’utilizzo e l’accesso alla mobilità elettrica, sia in termini di sovvenzioni per l’acquisto da parte sia di privati che flotte aziendali, che nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica, per le quali si sta muovendo il Governo e sono a disposizione fondi del PNRR.

Il caso dei bandi del PNRR sulle colonnine di ricarica

In questi giorni, il prossimo 9 giugno scadranno i termini per gli operatori per presentare i loro progetti di realizzazione di stazioni e colonnine. Le sovvenzioni a fondo perduto (sino al 40%) permetterebbero l’installazione entro il 2025 di 21.255 punti di ricarica veloci ed ultra-veloci sulle superstrade e nei centri urbani. A disposizione 740 milioni di euro in finanziamenti.

Come riporta Il Tempo però i bandi stanno andando a rilento perché ritenuti “poco attrattivi”. Inoltre, c’è stata anche una frenata sulle stazioni di rifornimento di idrogeno, con il Governo che dalle 40 unità previste inizialmente dal piano è orientato a scendere verso quota 35. Ricordiamo che entro il 30 giugno bisognerà completare 27 obiettivi per avere accesso alla quarta rata elargita dall’UE di 16 miliardi di euro.

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