Roma, 15/04/2024
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La cinese Galaxy Space per la comunicazione tra satelliti e velivoli ipersonici

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La start-up cinese Galaxy Space collabora con il Governo del gigante asiatico nel programma legato ai voli ipersonici, con applicazioni anche militari. L’obiettivo è riuscire a creare connessioni stabili tra satelliti in orbita bassa e velivoli ad altissima velocità

Non solo industria dell’auto elettrica, la Cina (come ogni superpotenza farebbe, d’altronde, soprattutto in tempi come questi in cui i due blocchi Occidente ed Oriente si guardano in cagnesco) sta investendo anche nello spazio, ed ovviamente non parliamo soltanto di esplorazione ma di difesa aerospaziale tout court (anche se non dichiarato ufficialmente).

Galaxy Space, la Starlink cinese

E si creano quindi sinergie tra start-up del settore e quello militare, come è il caso della pechinese Galaxy Space (valore stimato sugli 1,58 miliardi di dollari), nata nel 2016 con il dichiarato obiettivo di produrre e lanciare nell’orbita terrestre bassa una costellazione di satelliti privati a banda larga per le comunicazioni e la trasmissione di dati ad alta velocità. In pratica, la risposta asiatica di Starlink di SpaceX, con la caratteristica che il governo cinese, così come nel settore delle auto elettriche, è il mecenate che spinge allo sviluppo di questa ed altre start-up private come Galactic Energy tramite finanziamenti ed incentivi per la ricerca e sviluppo.

Il coinvolgimento di Galaxy Space nel programma ipersonico cinese

Tuttavia, con Galaxy Space ci si spinge su una traiettoria particolare, ovvero il coinvolgimento dell’azienda nel programma di volo ipersonico della Cina, un progetto legato (anche, e soprattutto) all’ambito militare. In pratica, si vuole mettere a disposizione il bagaglio di conoscenze e know-how della start-up per il supporto delle operazioni ipersoniche, come la ricognizione in missioni di difesa ad esempio.

I primi test svolti

Di per sé, il coinvolgimento di un privato in un programma così particolare e delicato sembra abbastanza insolito, ma il progetto va avanti, tanto è vero che, come riporta Stephen Cheng sul South China Morning Post, è stato svolto un esperimento preliminare nell’orbita terrestre bassa (LOE, in una zona che va in termini di quota tra i circa 200 e i 1000 km, verso la prima fascia di van Allen) per mettere alla prova la tecnologia.

I test, pubblicati a marzo sulla cinese Space-Integrated-Ground Information Networks, sono stati condotti da Zhang Shijie, a capo del team di ricercatori per Galaxy Space, e hanno ottenuto come risultato a quanto pare una comunicazione continua per circa 25 minuti e senza interruzioni nella trasmissione bidirezionale dei dati tra sei satelliti della compagnia e “un terminale in rapido movimento”, sostanzialmente un velivolo che potrebbe essere militare, come un drone ipersonico.

Questa partnership, insomma, mira a rendere possibile una connessione stabile, affidabile e continua tra satelliti e veicoli spaziali e di difesa in rapido movimento, superando le fallacie dei tradizionali sistemi di comunicazione satellitare. Il tutto sfruttando da una parte il sistema della start-up cinese che utilizza un’architettura Internet satellitare a banda larga nella LOE, affine perciò a Starlink, e dall’altra parte mettendo tutto ciò a disposizione del programma di volo ipersonico cinese, che punta alla creazione di oggetti volanti che possa toccare il Mach 5 (oltre quindi 6.000 km/h: la velocità ipersonica, in sostanza), se non oltre.

Il lavoro per migliorare il sistema di comunicazione tra satelliti e veicoli ipersonici continua

Per i ricercatori della start-up cinese la tecnologia dei loro satelliti consentirebbe l’emissione e la ricezione di onde radio in maniera tale che queste ultime si possono adattare in maniera dinamica agli spostamenti e ai cambiamenti di rotta di un velivolo ipersonico, considerando anche fenomeni fisici come l’effetto Doppler, che può causare errori in termini di sincronizzazione tra trasmettitore e ricevitore, o le variazioni riguardanti la frequenza con cui un segnale cambia in un intervallo di tempo – difficile da mantenere nel caso di regimi ipersonici e velivoli che mutano continuamente la propria posizione.

Si lavora quindi per migliorare il processo in questi aspetti così delicati (inclusi fattori perturbanti nelle comunicazioni come vibrazioni ed interferenze elettromagnetiche), adoperando ad esempio “schemi di modulazione avanzati, codici di correzione degli errori e algoritmi di filtraggio adattivo progettati specificamente per situazioni ad alta velocità”, riporta Chen. Le ricerche sono quindi all’inizio, ma i ricercatori di Galaxy Space sono fiduciosi del fatto che la loro tecnologia possa creare un ponte tra satelliti LOE e veicoli in movimento che ne ricevono il segnale.

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