Roma, 14/04/2024
Roma, 14/04/2024

Sitael, la realtà pugliese diventata punto di riferimento nel settore dello spazio

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Conosciamo meglio Sitael, azienda che dalla Puglia ha acquisito una forte credibilità internazionale nel settore dello spazio. Vediamo in particolare il suo ruolo nel programma Space Factory 4.0 il progetto PLATiNO e le prospettive della regione pugliese nel campo aerospaziale

In questi giorni è arrivata l’ufficializzazione della firma dei contratti all’interno dello Space Factory 4.0, progetto inserito nel PNRR, gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana e supportato economicamente dall’UE. Tra le aziende della filiera aerospaziale che hanno sottoscritto gli impegni c’è anche la pugliese Sitael.

Parliamo di una realtà – appartenente alla holding Angel – amministrata da Chiara Pertosa e che offre servizi e soluzioni nel campo spaziale per i clienti, segnatamente microsatelliti smart, oltre all’elettronica sviluppata per le missioni spaziali e sistemi propulsivi al plasma.

I contratti firmati da Sitael all’interno dello Space Factory 4.0

Sitael è protagonista assieme ad altre aziende del settore (come la mandataria Thales Alenia Space Italia, Argotec e CIRA) di un accordo, all’interno dello Space Factory 4.0, da circa 65 milioni di euro, per la realizzazione di tecnologie avanzate per digitalizzare i processi. In questo modo, tramite gli ultimi ritrovati tecnologici e di produzione, si arriverà a produzioni più celeri così come i test per la progettazione e i test dei mini satelliti.

Inoltre Sitael, assieme alla mandataria Thales Alenia Space Italia, ha firmato con ASI altri contratti per il sostegno della filiera di produzione della componentistica e dei sotto-sistemi satellitari. Con un valore di 15 milioni di euro (circa), questo accordo consentirà tra le altre cose la possibilità di produrre e realizzare i test degli elementi che compongono le piattaforme PLATiNO e Nimbus.

Il programma PLATiNO affidato a Sitael

A proposito di PLATiNO (acronimo che sta per mini Piattaforma spaziaLe ad Alta TecNOlogia), parliamo di programma affidato proprio a Sitael, che nel 2017 vinse la procedura competitiva lanciata dall’ASI. L’azienda infatti costruirà quattro satelliti che vanno a comporre la costellazione IRIDE, il progetto congiunto del governo italiano ed ASI e realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea. I satelliti di Sitael verranno costruiti nell’impianto di Mola di Bari, per essere poi operativi entro il 2026.

Essi, come il resto di IRIDE, garantiranno un’osservazione accurata dell’Italia e della zona mediterranea circostante, con una frequenza di aggiornamento all’avanguardia. In questo modo si riceveranno dati ed informazioni utili alla pubblica amministrazione e ai privati, in particolare per il monitoraggio ambientale (pensiamo ad esempio all’utilità in caso di calamità come incendi, alluvioni, frane o terremoti) e il contrasto al cambiamento climatico.

I satelliti PLATiNO saranno dotati di un radar iperspettrale realizzato a Campi Bisenzio e messo a disposizione da Leonardo. Proprio questo strumento consentirà agli oggetti di Sitael messi in orbita di ottenere delle immagini estremamente accurate per gli scopi che abbiamo citato, dalla protezione ambientale alla gestione delle emergenze, analizzando fenomeni naturali ed infrastrutture. Ma oltre all’osservazione della Terra, il satellite può espletare funzioni di rilevamento scientifico e telecomunicazioni, grazie alla sua versatilità nell’accogliere diverse strumentazioni. Inoltre, la stessa azienda pugliese ha realizzato in proprio il sistema di propulsione elettrico.

Il cronoprogramma di PLATiNO dopo lo slittamento

Il programma PLATiNO sarebbe dovuto entrare nel vivo nel 2020 con il lancio del primo satellite PLT 1, seguito dal PLT 2 entro il 2022. La tabella di marcia ha subito in realtà uno slittamento, portando il lancio del PLT 1 nel 2023, fermo restando la ripresa delle attività del lanciatore Vega-C. Nel 2024 è poi atteso il lancio della missione PLATiNO 2 (noto ora come MAIA, Multi-Angle Imager for Aerosols), con un satellite dotato di strumentazioni all’infrarosso. L’obiettivo sarà quello di studiare la qualità dell’aria in zone come la Pianura Padana, Taranto o Gela, misurandola nei suoi valori (ad esempio nelle polveri sottili).

Non solo: Sitael si è aggiudicata un contratto con SES, realtà lussemburghese che fornisce servizi di connettività satellitare a livello globale. L’accordo prevede la fornitura di un’altra piattaforma del sistema PLATiNO per il progetto dell’ESA Eagle-1, che riguarda la creazione, per la prima volta, di un sistema satellitare di distribuzione di chiavi quantistiche, per la sicurezza delle informazioni negli ambiti industriali, di ricerca o economico-finanziari.

La Puglia all’avanguardia nell’aerospazio e il caso dello spazioporto di Grottaglie

Sitael rappresenta quindi un esempio di come la Puglia si stia muovendo nel settore aerospaziale e nell’innovazione, assieme ad altre realtà come Exprivia, Planetek Italia o Novotech Aerospace Advanced Technology, tutte con una propria base nella regione. Senza dimenticare l’ingresso del Politecnico di Bari nel polo nazionale di trasferimento tecnologico chiamato Galaxia.

E poi abbiamo lo spazioporto di Grottaglie. L’impianto ha dovuto trangugiare l’amaro calice del fallimento di Virgin Orbit, la società di Richard Branson che aveva scelto lo spazioporto pugliese per lanciare navette spaziali commerciali e satelliti. La stessa Sitael era partner di Orbit e promotrice dell’infrastruttura, con in programma il lancio di un satellite frutto della collaborazione entro quest’anno. L’azienda aveva anche versato un anticipo di 800.000 dollari per la missione.

Ma il progetto dello spazioporto di Grottaglie non si fermerà. Se infatti Orbit è fallita, l’altra creatura di Branson, Virgin Galactic, va avanti a spron battuto. Dopo il successo del sistema WhiteKnight Two / SpaceShipTwo “Unity”, primo lancio commerciale suborbitale a decollo ed atterraggio orizzontale avvenuto allo Spaceport America nel New Mexico negli USA, la compagnia starebbe valutando un futuro lancio proprio da Grottaglie, come ha rivelato l’ENAC.

Lo stesso ente ed il governo italiano puntano a rendere l’area il primo spazioporto italiano, nonostante i recenti rilievi negative espressi dal CNR. Regione ed ENAC tirano dritto, con il settore di questo tipo di infrastrutture e dei voli suborbitali (nella cosiddetta linea di Karman, tra il limite massimo dell’atmosfera terrestre e lo spazio vero e proprio) che è in costante ascesa.

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