Roma, 01/03/2024
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Auto connesse ed intelligenza artificiale. Uno studio svela il punto di vista degli automobilisti, con qualche sorpresa

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Il futuro della mobilità sarà rappresentato dalle auto connesse e dall’intelligenza artificiale. Ma come si rapportano i conducenti a queste innovazioni tecnologiche? Una ricerca svela i loro punti di vista, e non mancano delle sorprese

L’intelligenza artificiale potrebbe essere una caratteristica peculiare della mobilità di domani. Visti i continui progressi di questa tecnologia, con ritmi più vorticosi di quanto si potesse immaginare, è logico dedurre che essa potrebbe diventare un elemento essenziale dei veicoli. Tra l’altro già ora diversi modelli di vetture integrano soluzioni di AI per diverse funzioni. Ma in futuro le applicazioni potrebbero diventare più pervasive.

Gli utenti sono disposti a cambiare auto per avere vantaggi tecnologici

Ergo, le auto sono e saranno sempre più connesse. Dalle modalità di guida autonoma all’interazione con le cosiddette smart road, i veicoli non possono essere più concepiti come monadi incapaci di interfacciarsi con le reti. E all’orizzonte si stagliano opportunità commerciali notevoli. Un sondaggio del 2020 svolto da McKinsey, riguardante l’autonomia delle auto, l’elettrificazione e la mobilità condivisa, ha messo in luce come il 37% degli intervistati per ottenere migliori e maggiori vantaggi sotto questi aspetti sarebbe disposto a cambiare vetture e marchio. Percentuale che in Cina, dove i consumatori sono più sensibili ai progressi tecnologici, sale sino al 56%.

Connettività ed intelligenza artificiale stanno diventando funzioni sempre più popolari, insomma. Tuttavia, una recente indagine di Salesforce che ha riguardato le abitudini di oltre 2.000 proprietari di auto e noleggiatori negli Stati Uniti ha svelato un altro dato. Ovvero nella platea dei diretti interessati solo pochi di loro conoscono le caratteristiche di un’auto connessa. Oltre ad avere accortezza di quali dati vengano effettivamente raccolti.

Ma molti guidatori non hanno confidenza con il concetto di auto connesse

Sempre dall’indagine, sviscerata da Zdnet, risulta che il 65% dei proprietari di vetture non abbia confidenza con il concetto di auto connessa. Inoltre, il 37% degli automobilisti non ha mai proprio sentito prima d’ora questo termine. “Una volta compresa la definizione di auto connessa da parte del consumatore – prosegue però Zdnet -, gli automobilisti hanno classificato le funzionalità connesse: integrazione Apple CarPay o Android Auto, giochi o streaming video, funzionalità di assistenza al sub, Wi-Fi/dati in auto, funzionalità delle app per smartphone come blocco remoto e avvio remoto, servizi di emergenza […], cruscotto touchscreen, aggiornamenti software via etere e altro ancora, importanti quasi quanto il marchio di un’auto”.

Gli orientamenti degli automobilisti negli acquisti tecnologici per la loro auto

La ricerca di Salesforce sui consumatori americani svela inoltre che più di 6 automobilisti su 10 affermano di non aver installato app di infotainment come Android Auto o Apple Car Play, o di non usarle per funzioni come “effettuare chiamate, ascoltare musica in streaming o utilizzare app di navigazione preferite”.

Eppure, i conducenti sarebbero disposti ad acquistare funzionalità premium avanzate. Il 43% di loro ad esempio opterebbe per l’assistenza alla guida, il 33% per touchscreen di ultima generazione e il 31% per l’integrazione con il proprio smartphone. Solo il 9% invece è disposto a pagare un extra per app e multimedia, come giochi e video, per la propria vettura. Invece, 1 su 4 non avrebbe problemi a pagare di più per acquistare veicoli ibridi o elettrici.

La condivisione dei dati personali nelle auto connesse: oltre la metà degli automobilisti è d’accordo, ma…

Una questione molto importante – e delicata – legata alle auto è la condivisione di dati personali. Sul fronte della privacy. Il 68% degli automobilisti americani non ha problemi nei confronti della raccolta dati da parte dei marchi costruttori. Tuttavia, andando in profondità solo il 5% è a favore di una raccolta dei propri dati senza limiti. E questo quindi a fronte di un 63% favorevole alla condivisione ma solo dietro consenso esplicito.

Riguardo gli usi di questi dati, il 67% è a favore della raccolta dei dati per ricevere vantaggi da parte delle compagnie assicurative (“ad esempio, tariffe più basse grazie ad una guida più sicura”). Il 43% è disposto a dare il proprio assenso se i dati personali servono a migliorare e personalizzare l’esperienza di guida. E infine il 36% si orienta invece sul fronte di un potenziamento della sicurezza alla guida.

E a proposito di sicurezza, un terzo degli automobilisti è d’accordo riguardo la raccolta dati relativa all’uso delle cinture di sicurezza, sulla propria velocità alla guida e sulla posizione del percorso intrapreso. Le percentuali salgono al 54% quando si tratta di una condivisione di informazioni concernenti la diagnostica della vettura. Ma scendono se si parla di registrazioni vocali (d’accordo solo 17% degli utenti) o dati biometrici (13%).

Entro il 2030 il 95% delle auto sarà connessa

Questo è l’attuale stato dell’arte del rapporto dei proprietari di auto con le tecnologie avanzate. Le previsioni parlano di vetture connesse che rappresenteranno il 95% dei veicoli circolanti sul pianeta entro il 2030. E ognuna di queste auto sarà capace di generare 25 gigabyte all’ora.

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