Roma, 20/04/2024
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Cosa succede alle batterie delle auto elettriche una volta esauste? Un video spiega come dar loro nuova vita

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Un video mostra i processi di recupero delle batterie delle auto elettriche, ma non solo, danneggiate o esauste. Da esse viene ricavate un materiale fondamentale per dare vita a nuove celle

Un’annosa questione legata ai veicoli elettrici riguarda le batterie. Al di là delle zero emissioni prodotte dalle vetture, celle ed accumulatori sono componenti decisamente inquinanti, a meno che si trovino dei modi per riciclarli.

Lo Youtuber che svela i processi di recupero delle batterie delle auto elettriche

È possibile dare nuova vita a questi strumenti fondamentali per le auto? E cosa succede una volta che sono esauste? A fornire una risposta ci ha pensato Zack Nelson, influencer e creatore del popolare canale Youtube JerryRigEverything dedicato alla riparazione di smartphone e accessori elettrici, oltre a scoprire la vita segreta di questi oggetti.

Nelson ha visitato uno stabilimento in Arizona della compagnia Li-Cycle, realtà all’avanguardia nel riciclo e recupero di materiale dalle batterie al litio. Un’azienda che è impegnata, tra l’altro, ad investire anche in Europa e pure in Italia, come nel caso del polo continentale di riciclo batterie previsto a Portovesme, in Sardegna.

Li-Cycle ha aperto le sue porte a Zack Nelson che ha potuto così documentare i processi di recupero delle celle usurate o danneggiate. Non solo quelle per le auto elettriche, e che rappresentano le batterie più grandi, ma anche quelle che alimentavano smartphone, apparecchi vari, finanche power bank.

Come vengono recuperate le batterie

Nel video pubblicato sul proprio canale Youtube, e che noi vi proponiamo di seguito, vediamo l’uomo che ci mostra il grande nastro trasportatore nell’impianto di Li-Cycle e che conduce i dispositivi verso un altrettanto grande trituratore dove è presente un liquido brevettato. Il tutto evitando a un operatore umano, riporta TheCoolDown, i rischi dall’esposizione di eventuali sostanze chimiche pericolose.

Successivamente il materiale triturato viene ulteriormente raffinato perché, come ci ricorda Nelson nel suo video, le batterie presentano diversi materiali plastici. Inoltre scarti in alluminio, acciaio e rame finiscono sul fondo del liquido (in una miscela dove si possono rinvenire anche metalli preziosi come oro, platino e palladio) e poi trasportati via.

L’estrazione della black mass e perché è fondamentale per le batterie

L’obiettivo del processo è estrarre dal liquido elementi come litio, nichel e colbalto, fondamentali nelle batterie per EV. Ciò avviene tramite una pressa filtrante, che ottiene la cosiddetta black mass, definita da Nelson un vero e proprio “oro nero”. Un aggregato con i metalli alla base del funzionamento delle batterie e che può essere alla base per dare vita a nuove celle.

In questo modo, spiega Nelson, si possono riciclare totalmente il 95% delle batterie al litio. In un processo di recupero che, rispetto a quello estrattivo, richiede il 70% delle emissioni in meno. Come scrive TheCoolDown, l’impianto Li-Cycle visitato dallo youtuber può processare un numero che tocca le 18.000 tonnellate di black mass per anno. Questo materiale grezzo sarà poi spedito in una fabbrica di prossimo completamento a Rochester, nello Stato di New York. Qui avverrà l’ultimo step, ovvero realizzare una nuova batteria al litio grazie alla massa nera ricavata.

Li-Cycle non è comunque l’unica realtà a mettere a punto un metodo per ottenere la massa nera delle batterie non più funzionanti. In Francia l’azienda Eramet ha sviluppato un particolare processo, abbastanza simile nelle finalità, per recuperare metalli essenziali per dare nuova vita alle batterie, e che vi avevamo raccontato qui.

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