Roma, 22/05/2024
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I costi delle batterie potrebbero calare e le nuove tecnologie al silicio

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Diverse stime riportano un calo dei costi delle batterie con un trend che potrebbe proseguire nei prossimi anni, rendendo più convenienti le auto elettriche. E intanto da Israele arriva una nuova tecnologia per rendere più efficienti e sostenibili gli accumulatori

Si sa che una delle annose questioni che orientano la volontà o meno degli automobilisti di passare all’elettrico riguarda il prezzo di queste vetture rispetto a quelle con motori a benzina o diesel, e su cui ha il proprio peso il costo delle batterie. Eppure, ci sono dei dati che dimostrano un calo in merito a quest’ultimo aspetto.

Le stime del Dipartimento dell’Energia USA: il costo delle batterie è sceso

Lo scorso gennaio infatti l’Ufficio per le Tecnologie dei Veicoli del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha prodotto una stima sul costo di un pacco batterie agli ioni di litio, la tecnologia più diffusa per le BEV, relativa al periodo intercorso tra il 2008 ed il 2022.

Analizzando l’andamento in questo lasso del tempo, il costo delle batterie è sceso dell’89%, considerando il cambio attuale dei dollari. In sostanza, siamo passati da 1.355 dollari a kWh del 2008 ad una stima di 153 dollari/kWh, basandosi sull’energia che si possa utilizzare per una produzione su scala riferita ad almeno 100.000 unità di accumulatori per anno. “Il calo dei costi è dovuto ai miglioramenti nelle tecnologie e nei prodotti chimici delle batterie e all’aumento del volume di produzione”, spiegano dal Dipartimento dell’Energia.

Stima dei costi delle batterie al litio per i veicoli elettrici nel periodo 2008-2022 (Department of Energy)

Questo nonostante gli aumenti dello scorso anno delle batterie dovuti ai rincari delle materie prime, e che hanno avvantaggiato la Cina che ha assunto una posizione di leadership nella estrazione e raffinazione dei minerali critici per gli accumulatori, oltre ad avere puntato con largo anticipo su una produzione propria nella filiera dell’elettrico con ingenti economie di scala (e difatti nel Dragone il costo medio di una batteria è di 127 dollari a kWh, come riporta Bloomberg New Energy Finance).

Verso un ulteriore calo futuro

Sempre Bloomberg NEF ha proposto dei modelli che prevedono un ulteriore calo entro il 2030 al di sotto dei 100 dollari, più precisamente verso i 62 dollari per kWh. Dunque, il trend del prezzo delle batterie per kWh è in ribasso, e come tale dovrebbe proseguire riverberandosi anche sul costo delle auto elettriche.

Un contributo al calo del prezzo deriva anche e soprattutto dalla discesa dei costi delle materie prime, e la cosa sta interessando recentemente il litio. Come riportano i dati della Metals Trade Review di S&P Global Commodity Insights, dopo il biennio di rialzi il prezzo è in calo, per via della domanda più debole da parte dei produttori di catodi e di batterie e le previsioni di una produzione maggiore a livello globale. Le contrazioni della domanda si riflettono in Cina e sono dovute essenzialmente all’interruzione a fine 2022 della politica dei sussidi per l’acquisto dei veicoli elettrici, che ha inoltre determinato una diminuzione a gennaio del 55,8% delle vendite dei veicoli elettrici leggeri secondo i dati della China Association of Automobile Manufacturers, mentre il Paese potrebbe proseguire nella strada di soppiantare sempre di più le tradizionali batterie nichel-manganese-cobalto con quelle litio-ferro-fosfato, più economiche.

Allo studio anche batterie al silicio, che potrebbero essere prodotte anche in Italia

Una ulteriore spinta per rendere più popolari le auto elettriche potrebbe venire da una innovazione proposta da una start-up israeliana nata nel 2013, StoreDot, che sta sviluppando delle particolari batterie al silicio che promettono tempi di ricarica estremamente ridotti: 5 minuti per ottenere un’autonomia di 160 km grazie al sistema rapido XFC (Extreme Fast Charging, messo a punto dalla stessa azienda). Diminuirebbe anche l’ingombro della batteria, e con esso il peso dell’auto (con vantaggi in termini di consumi e prestazioni) e si ridurrebbero i costi. Diversi marchi, si parla di oltre 15 realtà automobilistiche, stanno collaborando con l’azienda israeliana con l’eventuale possibilità di sfruttare gli accumulatori al silicio nei loro modelli.

Il progetto della gigafactory Italvolt (Italvolt)

La stessa StoreDot ha stretto un accordo con l’italiana Italvolt, gigafactory di cui vi abbiamo già raccontato e che dovrebbe sorgere nel 2025 nella zona di Scarmagno, in Piemonte, per raggiungere una capacità produttiva a regime di 45 GWh per anno.

Italvolt ha ottenuto dall’azienda israeliana le licenze per la tecnologia XFC e i diritti di proprietà intellettuale per la produzione delle batterie, nella versione agli ioni di litio. In questo modo StoreDot potrà provvedere alle richieste di marchi e costruttori con i propri accumulatori prodotti in larga scala.

Immagine di copertina: PRNewsfoto/StoreDot

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