Roma, 21/02/2024
Roma, 21/02/2024

I segreti del dominio cinese sul mercato delle auto elettriche

11auto BYD rappresenta il dominio cinese sul mercato delle auto elettriche

Accesso alla materia prima e costi di trasporto sempre più accessibili grazie all’aumento delle esportazioni. Continua il dominio cinese sul mercato delle auto elettriche

La Cina cresce sempre di più nel mercato delle auto elettriche, tant’è che la Commissione UE intende avviare un’indagine in merito. Mentre le case automobilistiche europee presentano nuovi modelli che saranno venduti solo nel 2026 o nel 2027, quelle cinesi mostrano già i propri prodotti di ultima generazione nelle fiere di tutto il mondo.

L’incredibile crescita del mercato cinese delle auto elettriche

Quasi un’auto su cinque venduta in Europa è elettrica. Secondo l’IEA, il 35% delle vendite globali nel 2030 sarà costituito da veicoli elettrici. Un dato in crescita rispetto allo scorso anno, quando questa proiezione riportava meno del 25%. Ed è proprio in questi numeri che si inserisce il mercato cinese, di gran lunga il più grande del mondo.

I produttori del dragone rosso stanno guardando all’estero, difatti le esportazioni sono aumentate. La quota di mercato in Europa dei brand cinesi è passata da meno dell’1% nel 2021 al 2,8% di quest’anno, secondo Schmidt Automotive Research. Per quanto riguarda i veicoli elettrici, la loro quota supera l’8%.

Così, mentre gli ingegneri europei vantano una superiorità nei motori a combustione, la tecnologia cinese è al top nelle batterie, che rappresentano il 40% del costo di un veicolo elettrico. “C’è voluto troppo tempo per recepire la nuova realtà – afferma Ferdinand Dudenhöffer del Center for Automotive Research di Duisburg –. C’è stato un lungo periodo in cui le case automobilistiche hanno detto: ‘Vediamo il problema dei veicoli elettrici a batteria ma non ci crediamo’”.

I segreti del dominio cinese sul mercato degli EV

La Cina è stata senza dubbio favorita dalle scelte del suo governo, che ha molto puntato sul settore EV. Ma non solo. Il Paese, infatti, controlla due terzi della capacità globale di lavorazione del litio, dominando così ogni aspetto della produzione di batterie. Si tratta di uno dei segreti del dominio cinese sul mercato delle auto elettriche. Anche grazie a questo l’anno scorso in Cina sono stati prodotti 10 volte più veicoli a batteria rispetto alla Germania.

Il suo vantaggio sui costi di produzione è notevole: i mezzi sono tra il 20 e il 25% più convenienti. Con l’aumento delle esportazioni, anche i costi di spedizione diminuiranno, e gli EV cinesi potrebbero esplodere in Europa grazie ai loro prezzi accessibili, che trovano poca concorrenza nel vecchio continente.

La questione Europa: tanti obiettivi, pochi progetti

L’Unione Europea è stata molto rigida nel fissare delle mete per la decarbonizzazione, come ad esempio attraverso il blocco delle vendite di motori a combustione dal 2035. Questa strategia, però, non è stata accompagnata da una pianificazione adeguata.

Inoltre, le imprese nel continente sono molto restie alle scommesse. Tant’è che anche in Italia si continua a parlare di rispetto del principio di ‘neutralità tecnologica’, ovvero della politica che indica gli obiettivi da raggiungere ma lascia all’industria il compito di farlo secondo le tecnologie che preferisce. Anche così la politica si tira fuori dall’arduo compito di costruire una rete infrastrutturale – come quella di stazioni di ricarica – necessaria per il funzionamento dei veicoli elettrici.

“Questa discussione su quale sia la tecnologia migliore non è utile – dichiara Fabian Brandt, responsabile del settore automobilistico di Oliver Wyman –. Dal punto di vista dell’efficienza, non c’è dubbio che i veicoli elettrici a batteria siano la tecnologia preferibile. L’industria deve essere decisa e puntare tutto su di essi”.

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