Roma, 22/05/2024
Roma, 22/05/2024

Tesla in Arabia Saudita, è mistero sugli accordi. Musk nega: cosa sta succedendo

11

Circola l’indiscrezione di accordi tra Tesla ed Arabia Saudita per la realizzazione di un impianto di auto elettriche. Elon Musk nega, ma intanto sono aperti diversi canali per mettere in piedi una nuova fabbrica: le potenziali candidate

Tesla è al centro di un mistero riguardo la sua espansione nell’area del Medio Oriente. Tutto è partito da una indiscrezione data dal Wall Street Journal, che parlava di una trattativa in itinere tra l’azienda di Elon Musk e l’Arabia Saudita. Oggetto delle discussioni la creazione di un impianto di produzione nel territorio del regno.

I termini della presunta trattativa tra Tesla e Arabia Saudita

Secondo il WSJ i sauditi intendono attrarre Tesla a casa loro, tentando il suo proprietario con il diritto di acquistare delle quantità di metalli e minerali da Paesi come la Repubblica Democratica del Congo (con cui sussiste un accordo di cooperazione firmato nel 2021, e che contribuisce per il 70% nelle forniture nel mercato globale del cobalto) essenziali per la produzione delle vetture.

I sauditi sarebbero anche pronti a dare sostegno finanziario a Trafigura, multinazionale specializzata in commercio di materie prime e che potrebbe dare una mano in questo senso all’azienda di Musk. Il tutto nell’ottica del regno di emanciparsi dalla dipendenza dal petrolio. C’è da dire comunque che il Fondo sovrano saudita figura tra gli investitori di maggioranza di Lucid Group, start-up di EV concorrente di Tesla.

Gli altri tavoli di negoziato di Tesla, dalla Turchia all’India

Quest’ultima ha ricevuto proposte anche dall’India e dalla Turchia. Non a caso lo stesso Musk, che sta giocando su più tavoli, ha incontrato a New York domenica 17 il presidente Recep Tayyip Erdogan, in trasferta negli Stati Uniti per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si sta tenendo in questi giorni.

E proprio il capo di Tesla ha confermato il fatto che la Turchia rientra nel novero delle candidate per ospitare un polo produttivo, mentre sono già in itinere dei rapporti collaborativi con fornitori del luogo. Inoltre il Paese potrebbe beneficiare dei rapporti con Musk per lo sviluppo delle batterie del Togg T10X, Suv elettrico prodotto in Turchia da 218 CV e 350 Nm. Senza dimenticare poi le altre creature del patron di Tesla, come SpaceX, al centro delle discussioni – così si dice – riguardo lo sviluppo dei progetti spaziali turchi e sulla rete Starlink.

In teoria quindi Musk avrebbe l’imbarazzo della scelta per la creazione di un nuovo impianto annunciato dopo quello in Messico (nello stato di Nuevo Leon), e che rappresenterebbe l’ottavo a livello globale. Oltre alla Turchia, abbiamo citato l’India, e anche in questo caso il miliardario sudafricano ha avuto dei contatti questa estate con il primo ministro Narendra Modi. Ed infine la pista saudita riporta dal WSJ.

La smentita di Musk. Ma il dubbio rimane

Ma Musk, reduce da un altro incontro con un primo ministro questo lunedì (ovvero quello israeliano Benjamin Netanyahu in California), ha smentito queste voci tramite un tweet sul suo social X. “Ancora un altro articolo completamente falso del WSJ”, ha sentenziato il magnate. Dal Fondo sovrano saudita, invece, nessun commento, e questo silenzio potrebbe essere interpretabile in vari modi. Così come la smentita di Musk.

Per la cronaca, entro il 2030 Telsa punta a vendere una quota di 20 milioni di vetture all’anno, superando quindi il risultato di 1,3 milioni ottenuto nel 2022.

Related Posts