Roma, 15/04/2024
Roma, 15/04/2024

La Cina potrebbe diventare il primo esportatore di auto al mondo: il ruolo dell’elettrico in questa crescita

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La Cina si è portata alle spalle del Giappone nella classifica dei maggiori esportatori globali di auto, superando la Germania. I motivi dietro questa crescita e i marchi che la trascinano

La crescita e le ambizioni della Cina nei mercati globali si stanno espandendo anche a livello automobilistico, segnando un dato che potremmo definire storico: di recente infatti il Dragone ha scalzato la Germania dal secondo posto nella lista dei maggiori esportatori di automobili al mondo.

La Cina insidia il Giappone, anche grazie all’elettrico

Un rapporto della China Association of Automobile Manufacturers (CAAM) rivela come le esportazioni via terraferma hanno visto nell’anno appena passato una crescita del 54,4%, ovvero 3,11 milioni di vetture, insidiando il Giappone che al momento rappresenta il principale esportatore al mondo (nei primi undici mesi del 2022 sono usciti dal Sol Levante 3,2 milioni di veicoli) anche in Paesi come la Tailandia ed altre nazioni asiatiche.

A trainare anche il mercato delle elettriche, le cui esportazioni in Cina sono salite del 120% su base annua, a 679 000 unità. Va detto che il Dragone può contare sul vantaggio competitivo di essere in una posizione di leadership nella produzione di batterie (il 77% della produzione mondiale di batterie a ioni di litio è stata cinese nel 2022), e più ancora a monte nell’estrazione delle terre rare (e anche la recente scoperta di un immenso giacimento in Svezia non dovrebbe disturbare questo monopolio, almeno nel breve periodo).

Visti i ritmi, è plausibile che la Cina possa assumere la leadership perciò anche nell’export mondiale di vetture, cercando però di mantenere la produzione nel proprio territorio grazie a costi più competitivi in termini di forza lavoro e di ottimizzazione delle risorse locali.

Il ruolo di Byd e degli altri marchi automobilistici cinesi

L’elettrico poi è la testa d’ariete per poter sfondare nei mercati, come quelli nordeuropei dove c’è maggiore sensibilità per questo settore. Ma c’è una realtà che dalla Cina potrebbe condurre l’assalto all’intero mercato, ovvero Byd, colosso automobilistico partecipato anche dalla Berkshire Hathaway di Warren Buffett e che sta puntando a conquistare con le proprie vetture elettriche il 40% della fetta disponibile in India, che rappresenta un bacino molto appetibile in termine di platea di acquirenti. Il gruppo partirà dalla vendita del segmento Premium, per poi passare alle vetture di massa.

Inoltre Byd sta crescendo nelle graduatorie dei produttori di batterie per auto elettriche, occupando per ora il secondo posto dietro all’altra cinese Calt ma superando la concorrente coreana LG.

Ma ci sono altre realtà che stanno spingendo nell’espansione dei loro modelli fuori dalla Cina, come la Nio, che conosciamo tramite la Formula E dove corre con un proprio team, e Link & Co (altro nome conosciuto nel motorsport, visto che sino all’anno scorso era presente nel WTCR poi lasciato di colpo in polemica per il Balance of Performance e la sicurezza degli pneumatici Goodyear) del gruppo Geely, già proprietario di Volvo e di Polestar, oltre ad avere una partecipazione in Mercedes, Aston Martin e Lotus.

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