Roma, 21/02/2024
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La NASA testa il primo motore a detonazione rotante che potrebbe rivoluzionare i viaggi nello spazio (ma non è la prima volta)

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Eseguiti con successo i test condotti dalla NASA per provare un motore a detonazione rotante (RDRE) da implementare in veicoli spaziali e lander. La tecnologia richiederebbe minor carburante e garantirebbe maggiore spinta, ma il Giappone c’era già arrivato qualche anno fa

La NASA ha compiuto un passo avanti nella ricerca applicata alla propulsione spaziale, con lo sviluppo ed il test dell’RDRE, ovvero un motore a detonazione rotante: è la prima volta che l’Agenzia americana taglia un traguardo del genere.

Cos’è un motore a detonazione rotante e perché può essere rivoluzionario

Parliamo di traguardo perché siamo di fronte ad una tecnologia che potrebbe rivoluzionare i viaggi fuori dalla nostra orbita, mentre la NASA è al lavoro per tornare sulla Luna (e successivamente su Marte) e stabilire un insediamento a lungo termine sul nostro satellite.

Rispetto ai motori a razzo tradizionale, l’RDREgenera una spinta sfruttando un fenomeno di combustione supersonica noto come detonazione”, si legge sul sito dell’Agenzia: sostanzialmente, si ottiene una spinta maggiore ma con l’utilizzo di minor carburante rispetto agli attuali esoreattori, tramite detonazione ed onde supersoniche prodotte dentro la camera di combustione.

Ma la JAXA ci era già arrivata

Un modo per garantire migliori prestazioni con una maggiore efficienza (abbattendo anche i costi), e che ovviamente è estremamente complesso e frutto di decenni di studi che hanno reso possibile una tecnologia che sembrava inarrivabile, sebbene già nel luglio del 2021 la Japan Aerospace Exploration Agency aveva annunciato di aver testato con successo un motore a detonazione rotante a bordo del razzo sonda S-520-31, spedito lungo una traiettoria suborbitale. Ma che ora potrebbe dare una importante spinta (è il caso di dirlo) verso destinazioni come il ritorno sulla Luna e soprattutto Marte, considerato che l’RDRE può essere sfruttato per l’alimentazione di veicoli interplanetari ed anche per i lander.

I risultati del test

I test si sono svolti lo scorso anno presso la East Test Area di Marshall, dove ha sede lo Space Flight Center della NASA, con il propulsore che è stato avviato “più di una dozzina di volte, per un totale di quasi 10 minuti di durata”. Da queste prove è risultato che il motore a detonazione rotante ha un hardware (realizzato in stampa 3D ed in lega di rame GRCop-42 sviluppato dalla NASA) che potrebbe resistere al calore e pressioni estremi frutto delle detonazioni, garantendo il funzionamento. Dalla NASA fanno sapere che l’RDRE ha prodotto una spinta superiore ai 1800 kg per quasi un minuto, ad una pressione media esercitata nella camera di 622 libbre (ovvero 282 kg) per pollice quadrato (ovvero 6 cm quadrati), “la pressione nominale più alta mai registrata per questo progetto”.

Dati che inducono ad un certo ottimismo in termini di carichi maggiori che possono essere spinti dal motore dei futuri veicoli spaziali, anche verso lo spazio profondo. Per questo i ricercatori NASA sono al lavoro sul passo successivo, vale a dire un RDRE da 10 000 libbre (oltre 4500 kg) totalmente riutilizzabile.

Immagine di copertina: NASA

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