Roma, 25/02/2024
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Gigafactory in Italia: Italvolt, un nuovo impianto nel padovano e il primo contratto con risorse PNRR

11Gigafactory in Italia

I progetti di gigafactory in Italia iniziano a prendere piede. Italvolt prosegue, cambiando però area dove sorgerà il suo impianto, mentre nel padovano una nostra azienda stringe una joint venture con una realtà cinese produttrice di batterie. Infine, l’accordo firmato al Ministero delle Imprese per far nascere uno stabilimento nel beneventano, ad opera della lituana Solitek e con fondi del PNRR

Se è vero che l’Italia ha espresso una posizione non esattamente favorevole alla transizione verso le auto elettriche (o meglio, ora l’orientamento è quello di non escludere le altre tecnologie quando si parla di mobilità alternativa), è anche vero che qualcosa si muove nel nostro Paese sul fronte degli investimenti. Investimenti, precisiamo, riguardanti le batterie e in particolare la costruzione di nuove gigafactory.

Come sappiamo, si tratta di stabilimenti votati alla produzione di veicoli e componenti legati alla mobilità elettrica, tra cui anche le batterie. Hanno una capacità superiore a 1 GWh, e sono nate da una intuizione di Elon Musk (almeno il concetto) per poi diffondersi nel resto del mondo, Europa inclusa. Dalla Germania all’Ungheria, passando ai progetti ambizioni di una Francia che vuole creare dei veri “distretti industriali delle batterie”. Vediamo i progetti in cantiere, oltre a quello che nascerà a Termoli dalla collaborazione tra Mercedes, TotalEnergies e Stellantis, che ha visto l’inaugurazione del primo impianto in Francia ieri.

Il progetto della gigafactory di Italvolt: cambia la sede dell’impianto

Ed anche in Italia avremo degli stabilimenti di questo tipo. Si è parlato a lungo di quello da 300.000 m² che deve realizzare Italvolt, con l’obiettivo di produrre batterie agli ioni di litio di ultima generazione per veicoli elettrici e non solo sino a 45 GWh l’anno. L’impianto, che dovrebbe dar lavoro a 3.000 dipendenti doveva sorgere a Scarmagno, nel torinese, nell’ex polo Olivetti in disuso da un trentennio. Problemi burocratici e di tempistiche (ivi inclusi probabilmente anche i costi di bonifica della zona) hanno però spinto l’azienda a cercare un nuovo sito.

La nuova area selezionata è quella ex FIAT di Termini Imerese, in Sicilia, con un investimento triennale pari a 3,5 miliardi di euro. Il progetto però è in itinere, giacché l’area al momento è di proprietà di Blutec e per questo motivo si sta intavolando il confronto con le istituzioni locali e i sindacati per valutare la possibilità di far sorgere la gigafactory di Italvolt, che punta a dar lavoro in questo caso a 2.000 operai. Dalla società presieduta da Lars Carlstrom hanno messo in chiaro la volontà di non usufruire di fondi pubblici, ma basarsi inizialmente su quelli privati.

Altre gigafactory in Italia: la joint venture tra la padovana Energy e la cinese Pylon

Qualche certezza in più dovrebbe esserci con il piano di Pylon Technologies Europe Holding B.V, una controllata al 100% da Pylon Technologies Co. Ltd, azienda cinese fondata nel 2009 e leader nel settore delle batterie LFP (litio-ferro-fosfato). La holding europea ha ufficializzato una impresa in joint venture con la padovana Energy S.p.A, nata nel 2013 e “leader di settore nell’offerta di sistemi di accumulo per l’energia da fonte rinnovabile”, come si legge nel suo sito.

Entrambe le realtà, che collaborano da un decennio, puntano a costituire una nuova società partecipata da entrambe per realizzare e commercializzare batterie al litio in Europa, e che si chiamerà Pylon LiFeEU S.r.l. Lo stabilimento sorgerà nella zona di Sant’Angelo di Piove di Sacco, dove ha già sede Energy S.p.A., ed entro la fine di quest’anno partirà la produzione di celle LFP senza uso di cobalto. L’azienda padovana sarà la prima in Italia ad occuparsi internamente sia della realizzazione del sistema di accumulo energetico che quello delle celle di stoccaggio. Inizialmente la gigafactory avrà una capacità pari a 3-4 MWh, con la produzione quindi di 600-800 batterie al giorno.

È un passo importante per Pylon Technologies avviare una produzione localizzata, in quanto i nostri partner, soprattutto in Europa, sono desiderosi di avere una catena di fornitura più̀ sicura e stabile”, ha commentato il vicepresidente del business internazionale di Pylon Technologies Jinpeng “Geoffrey” Song. “Abbiamo scelto il Veneto come luogo di partenza – ha proseguito -, cui siamo legati sia dalle conoscenze scientifiche di lunga data fin dai tempi di Galileo che dalla fresca amicizia con Energy, e crediamo in un brillante futuro dell’industria delle energie rinnovabili nell’Unione Europea, che faccia leva su conoscenze globali e su risorse locali”.

Solitek investe nel beneventano: l’accordo al Ministero delle Imprese

Un altro progetto riguarda la zona di Benevento per uno stabilimento sia di batterie al litio che di pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Lo realizzerà la Solitek Industry, una nuova realtà lituana con partner il gruppo industriale Bod, specializzato in produzione fotovoltaica per il Nord Europa. Negli scorsi giorni al Ministero delle Imprese del Made in Italy è stato firmato il contratto di sviluppo alla presenza del ministro Adolfo Urso, dell’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella, del presidente del CdA di Bod Group, Vidmantas Janulevičius, dell’ambasciatrice lituana in Italia, Dalia Kreiviene e del sindaco di Benevento, Clemente Mastella.

L’investimento sarà pari a 48 milioni di euro (31 milioni di agevolazioni) e poterà alla nascita di un impianto nella zona ASI (Area di Sviluppo Industriale) di Benevento, che dovrebbe portare alla creazione di 327 posti di lavoro.

Anche una linea per il riciclo delle batterie nell’impianto Solitek di Benevento

La capacità produttiva dei panelli fotovoltaici sarà pari a 527 Mw all’anno quando si entrerà a regime dal 2026. Inoltre è prevista anche una linea produttiva che sarà votata al riciclo delle batterie, in modo da creare una economia circolare e sostenibile.

Il ministro Urso ha commentato: “Il primo progetto di investimenti di Solitek nel nostro Paese […] contribuisce a rafforzare la leadership in tecnologia green dell’Italia, seconda nazione in Europa, dopo la Germania, per quanto riguarda la produzione fotovoltaica. La firma si inserisce nel piano di attrazione degli investimenti esteri promossa da questo Ministero e potrà rappresentare un esempio e un modello per altri contratti, contribuendo allo sviluppo della strategia Ue sul Green Deal”.

Il portavoce nazionale della Federazione Italiana Consorzi Enti Industrializzazione e presidente dell’ASI per la provincia di Benevento, Luigi Barone, ha salutato con favore questo accordo. “Quasi 50 milioni di investimenti, dei quali circa 30 assicurati da Invitalia, 327 assunti, un’azienda green che produrrà pannelli fotovoltaici e batterie al litio per una vera economia circolare, rappresentano una straordinaria occasione per Benevento ed il Sannio”, ha commentato. “Abbiamo un altro importante primato”, ha poi sottolineato Barone. “È il primo contratto di sviluppo firmato in Italia che si avvarrà di risorse del PNRR”.

Una gigafactory da quasi 9 GWh nel casertano

Infine, citiamo il progetto Teverola 2 di FIB S.p.A, società che tramite FAAM realizza celle e batterie al litio. A marzo il Ministero delle Imprese ha emanato il decreto che sblocca il finanziamento del progetto, stanziando 417 milioni di contributi a fondo perduto a valere sul Fondo IPCEI. Fondo che successivamente potrà salire a quota 505,8 milioni di euro.

Questo stanziamento contribuirà ad incrementare la produzione annuale della gigafactory di Teverola, nel casertano, passando dagli attuali 330 MWh a 8,5 GWh entro il prossimo anno.

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