Roma, 24/02/2024
Roma, 24/02/2024

Auto elettriche, Salvini apre lo spiraglio: “Sono il futuro”. La battaglia sugli Euro 7

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All’Automotive Dealer Day il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini ha aperto sulle auto elettriche, definite come il futuro della mobilità, anche se a suo dire non devono essere l’unica via da percorrere. Inoltre, la battaglia sull’Euro 7 e l’annuncio di una riforma del Codice della Strada

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha aperto uno spiraglio per le auto elettriche. Non sarà il varco di luce spalancato da altri Paesi, anche europei, ma la chiusura a priori sembra non essere più la forma mentis principale. Almeno questo è ciò che lasciano trasparire le parole del vicepremier proferite durante la 21esima edizione dell’Automotive Dealer Day, evento che si è svolto a Verona dal 16 al 18 maggio.

Fermo restando le battaglie identitarie (chiamiamole così) portate avanti dell’Italia sulle alternative alle BEV e sui biocarburanti, senza grossi risultati, in sede UE, Salvini ha spostato l’enfasi su un’altra battaglia che il nostro Paese sta conducendo assieme a “Francia, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Portogallo”.

La battaglia sull’Euro 7 “possiamo vincerla”

Parliamo del controverso regolamento sugli Euro 7, standard sulle emissioni previsto dalle istituzioni UE per l’entrata in vigore nell’estate del 2025, e che sta affrontando diverse critiche e scetticismi. E questo non solo dai Paesi dell’Unione, ma anche dagli stessi costruttori automobilistici tramite l’Acea Auto.

Ebbene, Salvini ha messo in chiaro che questo standard “è una scelta sbagliata nei modi, nei tempi e nel merito”, nonché “una norma priva di senso economico ed ecologico“. Il ministro ha quindi sottolineato il fatto che in questa battaglia l’Italia non ha il fianco scoperto come in quella legata al bando dei motori tradizionali nel 2035. In questo caso, invece, “abbiamo i numeri per evitare un salto nel buio, quantomeno fino al 2026“, riferendosi ai citati Paesi dell’UE altrettanto critici sull’Euro 7. Per Salvini quindi questa battaglia si potrà vincere, contando anche sul cambio della guardia ai vertici delle istituzioni europee nel 2024. Si punta quindi ad un rinvio dell’entrata in vigore nel 2026, contestualmente alla revisione della normativa sulle emissioni nocive.

“Le auto elettriche non sono l’unica via, ma rappresentano comunque il futuro”

Per quanto riguarda l’elettrico, dicevamo del timido passo in avanti. Il vicepremier ha aperto infatti a questa tecnologia come “una delle possibilità per il futuro”, pur specificando immediatamente il fatto che non si tratti dell’unica. “Dire da domani tutti solo con l’elettrico significa fare un grande regalo alla Cina e mettere a rischio l’intero settore produttivo in Italia. Noi siamo per la libertà di scelta da parte dei cittadini e delle imprese”, ha quindi precisato, assicurando il lavoro del proprio dicastero per aumentare il numero di colonnine ed anche per i rifornimenti di idrogeno in vista degli eFuels.

Insomma, per sintetizzare il pensiero del ministro: no all’elettrico come unica via, ma al tempo stesso l’ammissione che questa tecnologia rappresenta comunque il futuro dei trasporti. Il titolare del MIT ha inoltre parlato di un’agenda da lui predisposta in questi primi sei mesi di governo che riserva molta attenzione al sistema automobilistico e alla mobilità, oltre a stringere importanti rapporti sul piano internazionale per emanciparsi dalla morsa degli USA e della Cina. Per questo motivo c’è l’intenzione di accogliere le richieste da parte di Federauto, Unrae, Anfia e Motus-E: verrà infatti aperto un tavolo tecnico di confronto sulla fiscalità e sul credito d’imposta, con la partecipazione del Ministero dell’Economia.

“Sul PNRR dobbiamo spendere bene puntando su infrastrutture di qualità”

Ci sono 60 miliardi di euro pronti per la mobilità, in particolare per le colonnine e per sviluppare la rete a idrogeno”, ha proseguito Salvini. E sul PNRR, “l’obiettivo è spendere bene puntando su infrastrutture di maggiore qualità”. Una dichiarazione non a caso visto anche il recente grido di allarme di Motus-E sui fondi del piano riservati alla rete ed infrastrutture di ricarica per le auto elettriche.

Non solo auto elettriche: l’eliminazione del superbollo e la riforma del Codice della Strada”

Infine, il ministro ha anche assicurato di lavorare sulle motorizzazioni civili, sulla velocizzazione e snellimento della burocrazia e su una potenziale riforma del Codice della Strada, “ormai datato” e che andrebbe rivisitato in collaborazione con le istituzioni e le case automobilistiche. “A tal proposito, entro l’estate presenteremo una serie di riforme con l’obiettivo di approvarle entro la fine del 2023”. Tra gli altri obiettivi, anche l’aumento della velocità in autostrada a 150 km/h (tema, quello della maggiorazione dei limiti di velocità, che si propone ciclico in quasi tutti i governi) e la sacrosanta, ci sia consentito di dire, cancellazione del superbollo.

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