Roma, 18/06/2024
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Come prolungare la vita alla batteria della propria auto

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La batteria di un’auto, che sia a motore termico o elettrica, necessita di alcuni accorgimenti per evitare di ritrovarsi con la propria vettura improvvisamente ferma. Ecco quali

Torniamo a parlare di batterie delle auto elettriche e la loro manutenzione, o meglio su come preservare la loro durata. Ma soprattutto sorge la domanda: quanto possono resistere prima di scaricarsi completamente ed essere inutilizzabili? In attesa ovviamente dei progressi in termini di longevità. E che entrino a regime metodi come il riciclo e riuso degli accumulatori.

Non esiste un dato oggettivo sulla durata delle batterie, perché essa dipende da una serie di variabili. Le temperature, dal caldo estremo al freddo rigido, ad esempio, impattano sulle loro prestazioni.

Allargando però il discorso a tutte le batterie, anche quelle per le auto con motori benzina e diesel, esistono una serie di precauzioni per allungare loro la vita. Il portale How Stuff Works ha fornito una veloce rassegna sui tipi di accumulatori e ciò di cui necessitano per una migliore longevità.

I tipi di batterie per auto, da quelle al piombo agli ioni di litio per le ibride ed elettriche

A partire dalle batterie al piombo (con l’elettrolita rappresentato da una soluzione di acido solforico dove sono immerse le celle) che troviamo nelle comuni vetture, l’analisi riguarda anche quelle al piombo-acide sigillate, studiate per evitare fuoriuscite, per arrivare all’attuale stato dell’arte delle auto ibride ed elettriche, ovvero quelle agli ioni di litio.

Queste ultime possono durare dagli otto ai vent’anni, mentre quelle standard al piombo in media possono arrivare dai tre ai cinque. In attesa che l’evoluzione a stato solido possa ulteriormente allungare queste specifiche, già da ora si può rendere più estesa la vita degli accumulatori.

Quando bisogna sostituire la batteria di un’auto

Anzitutto, per capire se la batteria è in via di esaurimento, ci sono alcuni indizi rivelatori prima che l’auto non parta più. Ad esempio una spia preoccupante può essere la difficoltà nell’avviare il mezzo, con un rumore più flebile emesso dal motore. Oppure i fari che proiettano una luce meno potente, ma oltre alla vista e all’udito bisogna anche usare l’olfatto.

Infatti, una batteria scarica può emanare un odore poco piacevole, dovuto alle esalazioni di idrogeno solforato. Che notoriamente è caratterizzato da un tanfo di putridume (e i cui fumi non andrebbero mai aspirati). C’è da dire inoltre che questo olezzo può essere causato anche dal surriscaldamento dell’accumulatore, che causa la trasformazione dell’acido solforico presente nella batteria in idrogeno solforato.

Infine, bisogna usare anche la vista quando si ispeziona l’accumulatore. Se nei terminali sono presenti degli accumuli biancastri, può darsi che sia in atto un processo di corrosione.

I motivi per cui una batteria può esaurirsi

Tutti questi fenomeni avvengono per usura della batteria, che può calare di prestazioni anche quando l’auto resta ferma per tempi lunghi. Oppure se si usa l’infotainment, come ad esempio la radio, o le luci o l’aria condizionata a vettura ferma. Mettono a rischio la durata della batteria anche le vibrazioni, come quelle causate da fondi stradali sconnessi, o le già citate temperature estreme.

Perciò, per fare in modo che la batteria di un’auto possa durare il più possibile, bisogna anzitutto considerare il fatto che i viaggi brevi, contrariamente a quanto si potrebbe dedurre, possono influire negativamente sulla sua longevità. Questo perché l’alternatore non ha la possibilità di ricaricarla, avendo bisogno di regimi e tempi più lunghi di un breve tragitto. E quindi manca la tempistica necessaria per una carica completa.

Gli altri accorgimenti per prolungare la vita alla batteria

Ovviamente bisogna poi evitare di esporre l’auto a climi eccessivi, come la canicola o il freddo pungente. Ancora, in caso di corrosione non bisogna buttare la batteria. Se i terminali presentano macchie sospette, si può procedere ad una pulizia di emergenza – ovviamente a veicolo spento –  staccando i cavi sia negativi che positivi. Se non sono visibili fessure da cui fuoriesce acido, allora si può procedere ad una pulitura con l’imprescindibile bicarbonato di sodio.

Si versa un cucchiaio in acqua bollente e poi si usa uno spazzolino per rimuovere le tracce corrosive. Infine si risciacqua con acqua fredda per togliere ogni deposito rimasto. Va da sé che questo procedimento è da effettuare con molta attenzione e molte precauzioni, ed è meglio comunque delegarlo ad un meccanico o un manutentore esperto.

In ogni caso dei semplici accorgimenti, evitando le situazioni di stress per l’auto a cui abbiamo accennato, potrebbero consentire alla batteria una durata anche decennale.

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