Roma, 22/05/2024
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Guida Autonoma, la battaglia tra Tesla e BYT sul terreno dell’autopilota

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Tesla ottiene un assist importante per il suo controverso sistema Autopilot, ma la cinese BYD è pronta a sfidarla: la battaglia della guida autonoma (o meglio, assistita) tra i due grandi rivali nel settore delle auto elettriche

Una tecnologia chiacchierata e controversa proposta da Tesla è il famigerato autopilota, che però a conti fatti non è esattamente assimilabile alla guida autonoma. Per fare chiarezza, si tratta di funzioni ADAS (ovvero di assistenza alla guida, più che autonomia vera e propria) che non possono prescindere dalla supervisione attenta del conducente dell’auto.

Il processo a Tesla: guida autonoma o solo assistita?

A togliere ogni dubbio in merito è stata anche una sentenza emessa dalla Corte Distrettuale della California. Il motivo del contendere era basato su un incidente che aveva visto coinvolto nel 2019 un’autista a bordo della Model S, con il dibattimento che doveva portare a capire se il sinistro fosse dovuto o meno al sistema Autopilot, allora attivato. L’esito ha determinato il fatto che quell’incidente non dipendeva dalla tecnologia di assistenza alla guida.

L’autista aveva chiesto un risarcimento di 3 milioni di dollari a Tesla visto che dallo scontro contro un marciapiede, mentre la sua vettura andava in modalità Autopilot, aveva riportato danni al viso a seguito dell’apertura dell’airbag. La società di Elon Musk aveva negato ogni addebito, spiegando che Autopilot non è una tecnologia da usare in città. Alla fine Tesla è uscita vincitrice dal processo. Insomma, il sistema di assistenza alla guida non era direttamente coinvolto nell’incidente, e non poteva essere caricato di responsabilità in capo invece al guidatore.

Le controversie sull’Autopilot

Si chiude così una controversia che ha contribuito a fare chiarezza sull’autonomia vera o presunta dei modelli Tesla: prendendo come riferimento la scala con il massimo pari a 5 (auto veramente autonome, traguardo al momento ancora più futuribile che futuro), siamo ancora al livello 2. Certo, ci sono anche diverse indagini da parte del Dipartimento dei Trasporti americano in cui la società è coinvolta per fatti simili, alcuni pure mortali per i conducenti. Il che potrebbe mettere a rischio Autopilot, almeno negli USA. Lo stesso ministro dei Trasporti dell’amministrazione Biden, l’ex candidato alla nomination per la presidenza Pete Buttigieg, ha parlato di “pubblicità ingannevole” da parte di Tesla. E lo scorso anno un documento della National Highway Traffic Safety Administration ha messo in luce il fatto che nei 273 incidenti coinvolti, ben il 70% riguardavano i modelli con l’Autopilot.

Mentre Tesla fa i conti con queste controversie e dall’altra parte incassa con favore la sentenza di cui abbiamo parlato, altre insidie potrebbero arrivare dall’Oriente. BYD, affermato marchio cinese di auto elettriche e ad oggi concorrente più temibile per Tesla, intende sfidare quest’ultima anche sul terrendo della guida più o meno autonoma.

Per BYD la guida autonoma è impossibile

La casa automobilista specializzata in vetture BEV dopo aver registrato dei trend di crescita superiori alla concorrenza, tale da diventare leader al mondo per la produzione nel settore automobilistico elettrico, intende proporre ai propri clienti funzionalità sempre più avanzate. E non parliamo anche in questo caso di guida autonoma tout court. Secondo BYD, infatti, questa tecnologia è “sostanzialmente impossibile”, almeno per le auto. Il punto di vista espresso da un portavoce del marchio durante l’ultimo Salone dell’Auto di Shangai è in controtendenza rispetto alla ricerca che stanno portando avanti le case automobilistiche più blasonate su questo terreno: l’autonomia andrebbe bene invece per i processi produttivi negli impianti di fabbricazione delle auto, fanno sapere da BYD.

Il colosso cinese sostiene la propria tesi tramite il fatto che, in caso di incidente, attribuire le colpe tra essere umano e macchina diventerebbe arduo. E questo al di là dei casi un po’ più semplici da dipanare come quello riportato sopra.

I sistemi ADAS che BYD intende introdurre

Meglio puntare quindi sui sistemi avanzati di assistenza alla guida come l’Autopilot della rivale. Perciò BYD si appresta a lanciare sulla Han una tecnologia chiamata DNP che vedremo nel terzo trimestre del 2023 e successivamente anche in alcuni modelli della Tang e della Song.

Il sistema, basato sulla piattaforma Horizon Journey 5 con sensori 11V5R è ideato per supportare l’autista in zone autostradali per la navigazione ad alta velocità (NOA) ed anche nelle aree urbane (a differenza di quello Tesla) nel suo aggiornamento. Il tutto per rendere più piacevole e confortevole la guida, fanno sapere dall’azienda.

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