Roma, 14/04/2024
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Micro-mobilità futuro della vita urbana? Se ne parla anche in Italia

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Sono 18 milioni i noleggi di monopattini in Italia, mentre un italiano su due si dice interessato alle biciclette elettriche. Numeri che danno l’idea di quanto il modo di muoversi stia cambiando

Ciao mamma, prendo il monopattino: i mezzi tradizionali saranno sempre meno usati per spostarsi in città. Con utilizzi diversi rispetto al trasporto pubblico e le care vecchie automobili, bici elettriche, scooter, monopattini e così via sembrano essere destinati a rimanere parte della nostra quotidianità, se non addirittura esserne protagonisti.

Le ragioni del sì alla mobilità “piccola” in Italia

Se ne parla ormai da anni anche nel Bel Paese. Già nel 2020, infatti, un’indagine dell’Arval Mobility Observatory aveva indicato che gli italiani vedono la micro-mobilità come modo per non essere vincolati dagli orari del trasporto pubblico, oltre che un metodo per spostarsi affidabile e conveniente economicamente.

Di tutti i mezzi di trasporto, un rispondente su due proverebbe la bicicletta elettrica, in particolare per gli spostamenti casa-lavoro. Uniche difficoltà: scarse infrastrutture, costo elevato e rischio di furto.

Per quanto riguarda le biciclette in sharing, come riportato dal Sesto rapporto sulla sharing mobility, l’offerta è diminuita a causa di alcune variazioni nelle licenze in diverse città italiane, mentre le persone tornano a interessarsi dopo il crollo dovuto al covid. Ma i veri vincitori della sfida della micro-mobilità sono i monopattini: il numero di noleggi è più che raddoppiato nel giro di un anno, con un salto dai 7 milioni di noleggi ai quasi 18 del 2021 (+143%).

In crescita anche la richiesta di motorini (ormai tutti elettrici), che ha segnato un aumento del +5% rispetto al 2019 che indica come anche questo mezzo di trasporto piaccia molto a chi vive in Italia, anche perché permette di effettuare percorsi molto più lunghi.

Quanto interesse c’è: lo studio sulla micro-mobilità a due ruote

In Italia ci sono dati che dimostrano come la curiosità nei confronti di questi mezzi di trasporto stia aumentando. Nel 2022, infatti, su Trovaprezzi.it i mezzi di micro-mobilità urbana sono stati ricercati 1 milione e 700mila volte.

Lo ha scoperto il portale stesso, che con il suo osservatorio dedicato alle due ruote ha analizzato quante volte gli italiani hanno cercato monopattini e biciclette elettriche tra 2020 e 2023. E così ha trovato anche che, se nel 2020 c’è stato un picco di voglia di comprare (legato anche alla presenza di tanti incentivi statali post-covid e delle restrizioni per gli spostamenti), nel 2021 il trend si è mantenuto alto e nel 2022 è tornato a salire.

Più interessati ai monopattini i giovani, mentre gli over 45 vorrebbero delle biciclette elettriche. Buona parte delle ricerche provengono dal Nord Italia (56,6% per le bici, 57,6% per i monopattini), mentre Centro e Sud sembrano più legati ad altri mezzi di trasporto.

Una rivoluzione green che ha già cambiato il mondo

Il mondo si sta spostando sempre di più verso una quotidianità fatta di nuovi mezzi di trasporto autonomo, bisogna ammetterlo. Dai monopattini ai monoruota passando dalle microcar tanto amate dai giovani, il panorama della mobilità urbana è sempre più vario e a governarlo non sono più le care vecchie automobili.

La crisi dei chip, del litio e del gas non stanno aiutando i veicoli tradizionali. Ed è anche per questo che c’è un evidente aumento nell’utilizzo, nel possesso e nella condivisione di mezzi di micro-mobilità, e non riguarda soltanto l’Italia. Le uniche differenze regionali, piuttosto, sono causate dalle abitudini e le necessità delle persone. Un esempio è quello dei motorini, che in Italia e nel Sud Europa sono sempre piaciuti molto, ma sono decisamente meno utilizzati negli Stati Uniti. Questo perché in Nord America solitamente gli spazi da percorrere  sono molto più ampi, e le strade stesse sono costruite in modo diverso.

Per quanto riguarda le biciclette, l’Europa è senza dubbio tra le parti del mondo in cui sono più amate – sia quelle tradizionali che le loro “sorelle” elettriche. Un dato ancora più evidente in Paesi come l’Olanda, dove ci sono più biciclette che abitanti (sono più di 19 milioni contro i 17 milioni di olandesi).

Per buona parte delle persone, il proprio mezzo preferito di micro-mobilità è tuttavia complementare a quelli più tradizionali. Ad esempio, i monopattini piacciono molto a chi è in giro per una passeggiata o come turista, oppure di notte per velocizzare il ritorno a casa. La bicicletta, oltre ad essere un ottimo mezzo per andare al lavoro o a scuola, è impiegata anche per le commissioni.

Ed è anche per questo che in molti immaginano il futuro della micro-mobilità come ibrido: la stessa azienda che propone diversi mezzi a prezzi tutto sommato simili (o persino con una formula di abbonamento) per rendere il cliente più libero possibile nella scelta.

I limiti attuali della micro-mobilità

Tutto bello, se non fosse che ci sono ancora degli ostacoli allo sviluppo ulteriore di queste tecnologie. Troppe strade sono ancora pericolose per chi decide di percorrerle con un monopattino o una bicicletta, e non ci sono sufficienti piste ciclabili o riservate. Mancano anche i parcheggi, ed è anche per questo che spesso si trovano file di monopattini su marciapiedi o in punti dove non dovrebbero stare.

Alcuni dicono anche che un grave problema di questi mezzi è legato alla sicurezza. Lo si dice soprattutto dei monopattini. È anche vero che l’aumento nell’utilizzo di qualsiasi mezzo è sempre legato a un incremento nel numero di incidenti che lo coinvolgono. Inoltre, buona parte degli incidenti non sono dovuti tanto a comportamenti scorretti (che vanno comunque denunciati quando avvengono) o alla scarsa sicurezza del mezzo di trasporto, quanto all’inadeguatezza delle infrastrutture in cui si muove.

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