Roma, 25/06/2024
Roma, 25/06/2024

Una diffusa infrastruttura 5G per l’interoperabilità dei servizi di mobilità aerea urbana

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La dimensione aerea della mobilità urbana è già realtà ed ha il potenziale di creare il “primo business case del 5G”, abilitando la Mobility as a Service (MaaS), i progetti di Intelligent Transport Systems (ITS) avanzati e sistemi previsionali

Ugo Govigli, Investment Director Intelligent Transport Systems di Atlantia, la holding di investimento del progetto VoloCity che permetterà un collegamento rapido tra l’aeroporto di Fiumicino ed il centro di Roma, è intervenuto all’evento 5G Italy 2022 per parlare di Smart City e auto connesse: la mobilità sostenibile nelle città del futuro.

La mobilità aerea urbana (UAM) è già realtà, ma i riflettori sono puntati sui servizi che la mobilità aerea avanzata (AAM) può implicare. Il trasporto pubblico è, anche su altre dimensioni, il driver della trasformazione della mobilità urbana, ed anche l’AAM sta declinandosi sempre di più come trasporto pubblico urbano, per brevi distanze: i droni sono i vettori principali della transizione tecnologica dell’industria ed i droni taxi, insieme alle auto volanti, sono i velivoli che permetteranno le operazioni di trasporto di passeggeri, con diversi livelli di autonomia.

5G e ITS per la smart city

La mobilità dovrà “trasformarsi in un sistema smart di spostamenti sul territorio. Oggi ci sono già delle prime soluzioni 4G con cui sviluppare droni e vertiporti, ma l’esigenza di una capacità di rete più grande spinge in avanti l’innovazione, consentendo di lanciare una nuova categoria di servizi per l’informazione in tempo reale che serve per mitigare i rischi e i pericoli”, ha affermato Govigli.

Secondo il manager di Atlantia, la mobilità aerea urbana sarà il “primo business case del 5G” perché solo il nuovo standard di rete è in grado di abilitare un servizio che richiede un tale flusso di dati. “Il 4G può andar bene su scenari locali o pilota, ma quando entrano in gioco i grandi numeri, allora bisogna passare ad uno standard più potente. A Londra, in questo momento, stiamo svolgendo dei test su progetti ITS (Intelligent Transport Systems) advanced specifici, co-finanziati dall’Unione europea, con cui sostituiamo i tradizionali semafori con sistemi di telecamere e sensori di campo, che generano dati che poi saranno elaborati in informazioni in tempo reale da inviare alle auto in strada per elevare i livelli di sicurezza ed evitare incidenti con altri veicoli, pedoni e ciclisti” ha affermato.

Oltre ai progetti di Intelligent Transport Systems (ITS) avanzati, ha illustrato il ruolo abilitante del 5G per la Mobility as a Service (MaaS) ed i sistemi previsionali.

Mobility-as-a-Service

Secondo Govigli, la mobilità urbana avanzata (UAM) sarà la “killer application” del 5G, con la comunicazione machine-to-machine al centro di nuove applicazioni, servizi e modelli basati sul nuovo standard di rete: “L’edge computing favorirà il risultato finale, anche seguendo l’evoluzione delle tecnologie machine-to-machine, cioè di quelle soluzioni che consentono di far comunicare due vetture”.

Il 5G può permettere l’elaborazione del grande flusso di dati che ci si prospetta nel settore della mobilità urbana avanzata: abilitando così la gestione di grandi volumi in tempo reale ed a grandi velocità. E delineare la vera Mobility as a Service (MaaS), gestendo “l’ampia numerosità degli endpoint per organizzare in tempo reale l’offerta di mobilità”. “Il 5G, di fatto, con la disponibilità di dati in tempo reale, farà in modo che le piattaforme preposte elaboreranno le informazioni necessarie per fornire servizi di mobilità a seconda delle esigenze” ha dichiarato il manager di Atlantia, ad esempio fornendo ai gestori informazioni sulla domanda di traffico e organizzare l’offerta di conseguenza.

I sistemi previsionali abilitati dal 5G

Si arriva così al tema della previsione. Govigli ha dichiarato: “Con la nuova potenza di calcolo disponibile e l’architettura 5G distribuita, inoltre, io posso lavorare su sistemi previsionali. Abbiamo vinto il premio Smart City con Yunex a Barcellona per un progetto a Wiesbaden che ridirige il traffico veicolare in città, cambiando l’offerta di mobilità sulla base delle situazioni dell’inquinamento atmosferico previste”. Si parla della valutazione di dati su traffico, condizioni meteorologiche, o eventuali cantieri nella zona interessata, che permettono di agire per contenere l’inquinamento atmosferico sotto determinate soglie.

Servizi del genere richiedono la trasmissione e l’elaborazione di grandi quantità di dati, che devono essere “democratizzati”, affinché possa essere garantita l’interoperabilità necessaria: “La prima cosa sono i dati. Le auto connesse trasmettono dati già oggi, ma alle case produttrici solamente, quindi non funziona in termini smart city. A Milano qualsiasi azienda di trasporto è obbligata a comunicare i dati della mobilità all’ufficio preposto del Comune. In questo modo, condividendo i dati, è possibile immaginare i nuovi servizi per la collettività, servizi smart”, ha aggiunto.

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