Roma, 21/02/2024
Roma, 21/02/2024

ASI: il presidente Saccoccia illustra programmi e missioni spaziali. Budget, record e collaborazioni sempre più ad ampio raggio

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Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia ha illustrato ai media i programmi di quest’anno. Ma si è parlato anche di diplomazia, future missioni e di nuovi astronauti

Un budget notevole, diversi progetti pronti ed entrare nel vivo ed un 2023 che sarà cruciale anche sul fronte delle iniziative del PNRR: oggi è stata presentata una panoramica sull’anno che si è appena aperto per l’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana guidata da Giorgio Saccoccia, che ha illustrato ai giornalisti i programmi che ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi.

Budget record per l’ASI

Un’annata giudicata importante dal presidente dell’ente in quanto saranno avviati progetti consolidati in precedenza, sia a livello nazionale che internazionale, e con l’ASI che potrà godere di un budget che, come detto, è difficilmente paragonabile al passato, ovvero ben 2,3 miliardi di euro. Parlando con la stampa, Saccoccia ha inizialmente spiegato l’importanza di tre “grandi pilastri” che sorreggono l’attività spaziale: “risorse nazionali, cooperazione bi e multilaterale ed attività in ambito ESA [Agenzia spaziale europea]”. Ebbene, le risorse a disposizione per questi tre aspetti sono state innalzate alla cifra che abbiamo detto, comprendendo anche “le risorse ministeriali precedenti, intorno agli 800 milioni”, oltre a sopravanzare per la prima volta il comunque alto budget dell’ESA.

I progetti del 2023: il Juice, Euclide e IXPE

La ricerca aerospaziale, insomma, continua a vivere un momento di grande crescita, come dimostrano i numeri e i progetti sul tavolo dell’ASI. Il presidente Saccoccia ha illustrato quelli che entreranno nel vivo nel 2023, a cominciare dal Jupiter Icy Moons Explorer (Juice) in collaborazione con l’ESA e di cui abbiamo già parlato in precedenza. La sonda partirà nella seconda metà di aprile dalla Guyana francese e in sette anni raggiungerà l’orbita di Giove e in particolare l’oggetto di questa missione, ovvero le principali lune ghiacciate del gigantesco pianeta (Ganimede, Callisto ed Europa) per indagare tra gli altri obiettivi se sotto la superficie possano esserci oceani di acqua liquida adatti ad ospitare, eventualmente, forme di vita.

In fase di partenza (si parla dell’ultimo quadrimestre di quest’anno) anche il programma dell’ESA Euclide, che mira invece ad indagare la presenza nell’universo della materia oscura, e che vede ovviamente la collaborazione di ASI, della NASA e della Gran Bretagna.

Infine, è in corso la missione congiunta ESA, ASI e NASA lanciata a fine 2021 e dal nome IXPE, acronimo che sta per Imagine X-Ray Polarimetry Explorers. Parliamo di una sonda con tre telescopi spaziali, atti a misurare “la polarizzazione nei raggi X emessi da sorgenti astronomiche”, fanno sapere dall’Agenzia Spaziale Italiana, che ha finanziato il progetto.

I progetti intorno alla Luna

Ma Saccoccia ha parlato anche dei programmi futuri, come il Lander destinato alla Luna dove l’Italia è capofila assieme alla Germania, e che punta a portare sul nostro satellite la prima missione autonoma di allunaggio dell’Europa. E a proposito del corpo celeste, il presidente dell’ASI ha anche citato il progetto Moonlight, “una missione in cui cercheremo di esportare fuori dall’orbita terrestre la possibilità di esplorare e fare comunicazione”.  Saccoccia ha quindi precisato in merito: “Comunicare senza difficoltà dalla luna è un servizio logistico essenziale di cui non si può fare a meno se pensiamo di sviluppare una infrastruttura sul suolo lunare. Gli Stati Uniti in questo hanno chiesto all’Europa di avere un ruolo importante e l’Italia ha una forte leadership insieme all’Inghilterra”.

Gli aspetti su cui bisogna lavorare: legislazione spaziale e i lanciatori

Ci sono ancora dei dettagli da limare e alcune falle da coprire, tuttavia, come la necessità di una nuova legislazione spaziale, “tema che preme all’ASI da tempo”, ha sostenuto il presidente, che confida in una accelerazione del processo con il Governo ed il Comint.

Inoltre tiene banco la questione dei lanciatori, fondamentali per un accesso europeo indipendente allo spazio:  “Ci sono effettivamente delle difficoltà per la nuova generazione lanciatori – ha ammesso Saccocciama speriamo di poter avere per il prossimo anno il nuovo grande lanciatore europeo Ariane 6 [su cui ha pesato la pandemia, che ne ha rallentato lo sviluppo, ndr]; per quanto riguarda il Vega C, la sua è una storia di affidabilità e ora stiamo aspettando gli accertamenti che si stanno facendo per capire i motivi dietro il fallimento dell’ultima missione: speriamo che torni a volare quanto prima”.

Lo spazio come strumento di diplomazia

L’aerospazio però comporta anche degli aspetti diplomatici, altro tema toccato nella conferenza di presentazione di oggi. Secondo Saccoccia, lo spazio potrebbe essere uno strumento di diplomazia internazionale: “È importante per noi questo aspetto, e condividiamo e condivideremo con il Governo affinché lo spazio possa svolgere al meglio il ruolo di apertura di dialogo a livello internazionale. L’ASI ha una tradizione e stiamo accelerando da questo punto di vista”, spiegando inoltre che l’Agenzia potrebbe avere un ruolo di “aggregatore” nel programma Artemis, ovvero il ritorno ad uno sbarco umano sulla Luna entro il 2024, missione utile per una eventuale prospettiva di insediamenti anche privati sul satellite e per raccogliere dati importanti per future missioni su Marte.

Gli altri progetti: IRIDE, ExoMars e lo spazioporto di Grottaglie

Si è parlato poi del programma IRIDE, una costellazione di satelliti europei gestita dall’ESA e sostenuta dall’ASI, che potrà giovare dei fondi del PNRR e che punta al completamento entro il 2026; ma Saccoccia ha ammesso il fatto che il progetto deve esser ancora affinato, in particolare in merito agli aspetti del ruolo commerciale e degli utilizzatori.

Ed anche del rover che si sta fabbricando in Italia, ExoMars, con le attività che quest’anno riprendono a pieno ritmo (i tempi sono stretti). In questo caso, l’Agenzia Italiana ha chiesto all’ESA una certa attenzione in merito al massimo ritorno anche in termini tecnologici, e che possa avere ricadute su altre missioni.

Continua inoltre lo studio per rendere la pista di Grottaglie uno spazioporto turistico per Virgin Orbit, in base agli accordi stretti nel 2018 tra la società di Richard Branson, ASI, Altec, Sitael e Regione Puglia: “Siamo abbastanza avanti riguardo la regolamentazione – ha affermato Saccoccia -, il fatto però che avessimo rallentato un po’ era dovuto alla necessità di fare uno studio più dettagliato con Virgin Orbit”.

La puntualizzazione sui due nuovi astronauti italiani

Infine, si è puntualizzato in merito all’annuncio di due potenziali nuovi astronauti italiani nel novero di quelli europei (ovvero Andrea Patassa ed Anthea Comellini): il presidente dell’ASI ha spiegato che si tratta di due riserve che fanno parte del corpo, più che veri e propri nuovi astronauti espressi dal nostro Paese, in attesa dell’ampliamento delle opportunità di volo da parte dell’ESA.

Il video della presentazione è disponibile sui canali ASI.

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