Roma, 25/02/2024
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Rolls-Royce sta sviluppando un microreattore nucleare a fissione per i viaggi nello spazio

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Il progetto di Rolls-Royce per la produzione ed il lancio di un microreattore nucleare a fissione che possa rappresentare un’alternativa più efficiente e più pulita nella propulsione di veicoli spaziali, e non solo

Forse non tutti sanno che Rolls-Royce non si occupa solo di auto di lusso (perlomeno, il ramo Motor Group), ma attraverso il suo gruppo principale con sede a Londra è impegnata nel settore dell’energia e dell’aviazione civile e militare.

Tra gli altri fronti industriali della compagnia c’è anche il ramo dei propulsori aerospaziali: Rolls-Royce ha annunciato alcuni dettagli riguardo un progetto di motore a propulsione nucleare per velivoli spaziali, frutto di uno studio nato in accordo con l’Agenzia spaziale del Regno Unito.

Il microreattore nucleare di Rolls-Royce

Si tratta, ad essere precisi, di un microreattore che sfrutta l’energia nucleare per l’alimentazione di astronavi, ed anche eventuali moduli lunari. Nulla però di esattamente nuovo, visto che parliamo di una tecnologia già sfruttata da sottomarini e navi rompighiaccio ed infatti da diversi anni Rolls-Royce è impegnata nello sviluppo di mini reattori nucleari: già nel 2020 fu annunciato dalla compagnia la volontà di costruire ed installare, per poi mettere in funzione entro il prossimo decennio, una quindicina di questi congegni (chiamati Small Modular Reactors) nel Regno Unito, dotati di una potenza di 440 MW e situati in impianti di circa 6000 metri quadrati.

A fine gennaio, la stessa Rolls-Royce ha pubblicato un tweet in cui viene mostrata una immagine del suo nuovo microreattore a fissione applicato all’esplorazione spaziale, frutto anche dell’esperienza pluridecennale con i sottomarini nucleari della Royal Navy.

Questo dispositivo si basa su particelle di uranio protette da diversi livelli di contenimento, in modo da sopportare le sollecitazioni e le condizioni estreme dei viaggi fuori la nostra orbita. Ma, come abbiamo accennato, l’obiettivo è di sfruttare questi piccoli reattori anche per l’alimentazione dei moduli lunari in una futuribile base sul nostro satellite. Da quanto si sa, la tecnologia dovrebbe basarsi su dispositivi radioisotopici che sfruttano l’americio in modo da alimentare le apparecchiature scientifiche e le comunicazioni, utilizzando il decadimento del materiale nucleare che rilascia ed esaurisce il calore per decenni.

Il nucleare, la nuova frontiera energetica dell’esplorazione spaziale

Una fonte quindi pulita e durevole quella nucleare che, oltre ad essere al centro dell’attuale riflessione sul suo sviluppo in Italia, sta trovando sempre più spazio nel campo dell’esplorazione spaziale come dimostrato dal caso di Rolls-Royce, che dal 2021 collabora con l’agenzia spaziale britannica, e la stessa NASA che punterebbe al nucleare in collaborazione con DARPA, ovvero l’agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che si occupa dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.

L’obiettivo è rendere il microreattore operativo e a regime entro la fine del decennio, e far sì anche che questa tecnologia possa essere esportata sulla Luna per una eventuale base lunare, con la possibilità di realizzare un reattore nucleare a fissione (come nel recente progetto di collaborazione tra NASA ed aziende private). Matthew Marriot, ingegnere di Rolls-Royce, ha commentato a Reuters: “Siamo nel bel mezzo di una nuova corsa allo spazio, ci sono tante opportunità commerciali ma anche le agenzie governative aspirano a tornare sulla Luna. Nello spazio ci sono varie possibilità, l’energia solare è un’opzione interessante, ma non sempre percorribile“.

Ecco quindi una fonte pulita, capace di adattarsi a diversi usi e più stabile rispetto ad altre rinnovabili.

L’ambizione è quella di utilizzare l’energia nucleare anche per i voli con equipaggi, per cui sarebbe la prima volta nella storia, ma anche per alcuni trasporti terrestri (al momento una tale forma di alimentazione è sfruttata solo da mezzi militari come i citati sottomarini): queste le previsioni di RR applicate in determinati ambiti della mobilità (in particolare, la navigazione).

Per quanto riguarda il microreattore spaziale e per essere più precisi, RR punta a produrre il dispositivo entro il 2028 per far sì che nel 2030 possa esserci il primo lancio. “L’energia nucleare offre possibilità di trasformazione per l’esplorazione dello spazio, e lo studio innovativo che stiamo conducendo con Rolls-Royce potrebbe aiutare la nostra prossima generazione di astronauti a viaggiare nello spazio con più rapidità e più a lungo, aumentando significativamente la nostra conoscenza dell’universo“, ha dichiarato la sottosegretaria di Stato al Ministero per la Scienza, Ricerca ed Innovazione britannico Amanda Solloway.

Immagine di copertina: il rendering del sistema di propulsione spaziale (Rolls-Royce)

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