Roma, 30/05/2024
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Le auto elettriche saranno più redditizie dei modelli tradizionali. Un report svela la tendenza in atto

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Un report della PricewaterhouseCoopers illustra la tendenza che coinvolge il mondo delle auto elettriche. Ovvero stanno diventando sempre più redditizie per le case e i marchi che le producono, mentre il mercato cresce. Ecco perché e cosa sta succedendo

Il mercato delle auto elettriche può essere redditizio per i produttori e costruttori automobilistici, e tutto il comparto? Un report della PricewaterhouseCoopers, dal titolo Electric Vehicle Sales Review Q3 2023 del mese di ottobre, sottolinea come le realtà dell’automotive ritengono che il mondo delle BEV possa essere vantaggioso e remunerativo in tempi non così lunghissimi.

Secondo il documento divulgato da PwC, il contesto sembra suggerire anzitutto che la direzione impressa dalle BEV possa essere favorevole. A partire dal rallentamento della domanda di petrolio a livello globale.

Auto elettriche sempre più redditizie? C’entra anche il rallentamento della domanda di petrolio

Lo scorso giugno l’Agenzia Internazionale dell’Energia nei suoi dati aveva evidenziato una crescita della richiesta di greggio che per quest’anno sarebbe di circa 2,4 milioni di barili al giorno. Ma dal 2026 questa domanda tirerà un po’ i remi in barca. La previsione è di un arretramento che nel 2028 si attesterebbe ad una richiesta di più 400.000 barili di petrolio al giorno.

Questo è dovuto al contestuale incremento della diffusione delle auto e veicoli elettrici, mentre la domanda del greggio salirà del 6% tra il 2022 ed il 2028 per via del traino effettuato da settori come quello aeronautico (sebbene si stiano facendo strada carburanti sostenibili o sintetici come l’idrogeno) e quello industriale, in particolare il petrolchimico.

I dati dell’AIE suggeriscono quindi che l’uso dei combustibili fossili declinerà nel settore automobilistico dopo il 2026. Auto elettriche e biocarburanti contribuiranno a questo calo, e realtà importanti del settore come il gruppo petrolifero e petrolchimico cinese Sinopec hanno dichiarato che il picco della domanda dei prodotti di origine fossile si avrà in Cina già quest’anno. Ovvero due anni prima delle previsioni precedenti.

Le case automobilistiche e le previsioni sul mercato delle auto elettriche

Anche le stesse case automobilistiche concordano nella previsione di un radicale cambio di passo nelle abitudini della mobilità. Sempre dal report si citano gli esempi di General Motors, che ritiene la possibilità di avere dei profitti delle BEV a partire dal 2025. GM si affida in particolare alla sua piattaforma Ultium, un complesso sistema sviluppato e prodotto dallo stesso gruppo automobilistico per i suoi veicoli elettrici. Con il vantaggio, inoltre, di poter avere le proprie batterie, le Ultium Cells, prodotte grazie ad una collaborazione con LG nella gigafactory da 35 GWh di capacità annuale di Warren, in Ohio (senza dimenticare gli altri due impianti quasi pronti).

Anche BMW ritiene che le BEV siano più redditizie, e dovrebbero esserlo sempre di più con il corso impresso dalla Neue Klasse, un nuovo capitolo nella storia della casa tedesca che non mira solo all’elettrificazione, ma anche ad un cambio di passo digitale e stilistico. E anche in questo caso con alla base una nuova piattaforma. E un powertrain, il BMW eDrive di sesta generazione, alimentato con una innovativa batteria che promette il 20% in più di densità energetica.

Più cauta invece Mercedes-Benz. In questo caso il marchio sottolinea infatti il peso dei costi variabili nella produzione di veicoli elettrici che resteranno più alti rispetto ai modelli con motore termico anche nel prossimo futuro, nonostante sia comunque al lavoro per ottimizzare il tutto e rendere redditizie le BEV. Parliamo in particolare di costi legati all’energia, alle materie prime necessarie ad esempio per le batterie o per lo sviluppo del software.

Il ruolo dei governi

Ma secondo il report di PwC non è solo l’industria di settore a credere nelle auto elettriche, ma anche i governi. Tanto da ingaggiare un confronto (chiamarla guerra commerciale ora come ora sembra esagerato) tra Stati ed organismi sovranazionali per limitare ad esempio la concorrenza cinese, tale da mettere in difficoltà l’industria automobilistica europea, americana e giapponese più indietro nel settore delle BEV.

Abbiamo visto come l’Unione Europea intenda svolgere una indagine per capire se quelle cinesi siano pratiche commerciali scorrette, basate sugli incentivi di Pechino. E la Francia ha fissato al tempo stesso dei criteri più stringenti per accedere ai sostegni all’acquisto di veicoli elettrici. Criteri che riguardano ad esempio il rispetto della sostenibilità ambientale, e che potrebbero escludere le vetture prodotte in Cina, che fa largo affidamento di fonti fossili.

Sullo sfondo di queste tensioni, le vendite di auto elettriche continuano ad aumentare a livello globale. I dati offerti dal report illustrano come nel settembre 2023 ci sia stato un incremento del 32% rispetto al settembre del precedente anno.

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