Roma, 30/05/2024
Roma, 30/05/2024

Certificazioni eVTOL: la Cina sorpassa tutti

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Mentre il settore continua a promettere tanto e produrre poco, in Asia si parla di commercializzazione grazie alle certificazioni eVTOL per il velivolo di eHang. Un passo avanti rispetto a una burocrazia più lenta (ma attenta) nel resto del mondo

La Cina punta a farsi riconoscere anche nel settore degli eVTOL. L’eHang EH 216, prodotto dall’omonima azienda, sarà il primo velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale al mondo ad essere certificato per la commercializzazione.

Le caratteristiche dell’eHang EH 216

Otto coppie di eliche (per un totale di 16), possibilità di trasportare due passeggeri fino a 30 chilometri tra una carica e l’altra e velocità massima di circa 130 km/h. Sono le caratteristiche tecniche dell’EH 216, il primo eVTOL al mondo ad essere stato certificato come taxi aereo utilizzabile per voli commerciali.

Un progetto che era stato presentato per la prima volta al CES nel 2016, e che oggi è una realtà molto conosciuta. Già da anni l’impresa cinese, che è quotata in borsa, trasporta passeggeri per voli di prova. Ne ha già completati 40mila. Oggi, però, grazie alla certificazione, potrà farli pagare. Il certificato è valido soltanto in Cina, mentre le autorità FAA (in USA) e EASA (in UE) sono ancora ben lontane dal permettere qualcosa del genere. Si prevede che ciò avvenga nel 2024 se si è ottimisti, ma con più probabilità tra 2025 e 2026. In ogni caso, il velivolo di eHang è completamente autonomo e questo rallenterà il processo ulteriormente.

La questione sicurezza

Per il fondatore, presidente e CEO di eHang, Huazhi Hu, il raggiungimento delle certificazioni eVTOL ha segnato l’inizio di “un capitolo significativo nella storia dell’aviazione civile”. “Lanceremo le operazioni commerciali degli eVTOL senza pilota EH216-S dando priorità alla sicurezza – ha aggiunto –. Questo ci consentirà di impegnarci nella nostra missione di consentire una mobilità aerea sicura, autonoma ed ecologica accessibile a tutti”.

C’è chi, però, potrebbe storcere il naso. La Cina non è un Paese nuovo alla censura. È possibile, dunque, che qualche volo di prova possa non essere andato per il meglio. Il mondo potrebbe non saperlo, e nemmeno i locali.

Dall’altro lato, però, le tecnologie su cui si basano gli eVTOL sono molto più sicure di quelle di un elicottero tradizionale. Le batterie, i propulsori e i motori elettrici sono ormai così avanzati che è davvero difficile che qualcosa possa andare male. Inoltre, grazie alla propulsione distribuita con una ridondanza massiccia, se qualcosa va storto e un motore si spegne sull’EH 216, ce ne sono altri 15 pronti a compensare e a completare il volo in sicurezza.

Lo stato dell’arte degli eVTOL da certificare

I velivoli come quello di eHang più vicini alle certificazioni europee e americane sono quello di Joby Aviation e quello di Volocopter, che secondo Carmela Tripaldi, responsabile Ricerca e Sviluppo nuove tecnologie e Aerospazio dell’ENAC, potrebbe ricevere “l’autorizzazione per i suoi droni taxi entro il 2024”.

Sono tante, però, le proposte del settore, che si arricchisce sempre di più. Ad esempio, quest’anno AutoFlight ha stabilito il record di volo più lungo realizzato da un eVTOL con il suo Prosperity I. Doroni ha effettuato il suo primo test pilotato. E sia Suzuki che Stellantis hanno puntato sul settore con delle cooperazioni strategiche.

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